sigarette in un posacenere

Gli italiani, secondo gli ultimi dati OCSE, vivono fino a 83 anni: solo gli abitanti di altri tre Paesi, Giappone, Svizzera e Spagna, hanno aspettative di vita più alte.
È dunque vero che gli italiani sono tra i più longevi al mondo? Se guardiamo i dati, la risposta non è così scontata.

In particolare, sopra una certa età, le tendenze (e le relative classifiche) vengono (quasi) capovolte.
Così come non è scontato il ruolo del nostro sistema sanitario, spesso considerato un’eccellenza: in realtà,a uno studio più attento, le cause della nostra longevità sembrano risiedere altrove.

Gli italiani sono molto legati ad alcuni vizi, ma hanno anche la capacità di tenere comportamenti molto virtuosi, che in parte spiegano la nostra invidiabile aspettativa di vita.
Ma le sorprese riguardano anche le donne, che in alcuni casi tengono comportamenti 3 volte più sicuri di quelli degli uomini.
Abbiamo raccolto le 5 tendenze più interessanti sulla salute degli italiani.

1. Il vizio del fumo diminuisce molto meno che altrove

grafico speranza vita di fumatori
grafico speranza di vita di fumatori (fonte: EU Transparency Register, rielaborazione Momento Finanza)

Siamo dei grandi fumatori, e in un’epoca in cui in tutto il mondo si tende ad abbandonare la sigaretta gli italiani appaiono resistere maggiormente.


Nel 2000 eravamo intorno o sotto la media quanto a percentuale di fumatori nella popolazione, che era del 24,4%. Nel 2017 nonostante questa fosse scesa sotto il 20%, eravamo diventati secondi, dietro la Spagna, terzi se vi fossero i dati sulla Grecia.

Quello che è successo è che in alcuni Paesi come Norvegia o Danimarca vi è stato in questo lasso di tempo un dimezzamento o una riduzione di due terzi della proporzione di fumatori, nel Regno Unito è diminuita del 10%, in USA, dove già era bassa, dell’8,6%, in Italia solo del 4,5%.

2.L’alcol però ci interessa poco

grafico speranza di vita in base al consumo di alcol
grafico speranza di vita in base al consumo di alcol (fonte: OCSE, rielaborazione Momento Finanza)

Bacco ci piace invece molto meno del tabacco. Consumiamo solo 7,6 litri di alcol puro a testa. E’ molto meno di quanto avviene in Europa, in Francia, dove si arriva a 11,7, in Germania, nel Regno Unito, in Polonia. A parte ovviamente la Turchia, Paese musulmano, solo in Grecia, in Svezia e Norvegia si beve meno.

E i risultati si vedono. Dal 2000 siamo sempre stati gli ultimi tra i principali Paesi europei e americani quanto ad anni di vita persi per alcolismo. Che sono mediamente 16 volte meno che in Germania! Dove il miglioramento rispetto a 20 anni fa è stato piuttosto lento.
Siamo in quel gruppo di Paesi di cultura asiatica e latina in cui coincidono un basso consumo di alcol e pochi problemi di alcolismo.

3. In Italia le donne guidano meglio o guidano meno?

grafico differenze tra morti maschili e femminili in incidenti d'auto
grafico differenze tra morti maschili e femminili in incidenti d’auto (fonte: OCSE, rielaborazione Momento Finanza)

Gli italiani muoiono molto meno per incidenti d’auto rispetto a 20 o 30 anni fa. E’ un’ottima notizia che condividiamo con gli altri Paesi avanzati, tra cui siamo all’incirca a metà classificata quanto a mortalità per incidente.
Quello che però ci caratterizza rispetto agli altri è la grande differenza tra uomini e donne su questo tema. Nell’ultimo decennio gli uomini morti sulla strada sono stati circa 10 su 100 mila, mentre le donne meno di tre.

La distanza tra questi due tassi di mortalità, del 77,1%, è tra le più alte in Europa. Maggiore del 70,1% tedesco, del 70,8% inglese, del 71,1% francese, così come del 73% spagnolo.
Le donne guidano meglio in Italia? Forse, è molto probabile. O forse guidano meno che altrove?

4. La vera causa della longevità italiana non riguarda gli ospedali

grafico speranza di vita alla nascita
grafico speranza di vita alla nascita (fonte: EU Transparency Register, rielaborazione Momento Finanza)

Nel complesso dobbiamo dirlo, siamo fortunati. Siamo quelli che muoiono meno per condizioni prevenibili, ovvero quelle che potevano essere evitate attraverso una riduzione di alcuni comportamenti e condizioni nocivi come il consumo di alcol e tabacco o di droghe, il sovrappeso, il diabete.

Tutto ciò che insomma non riguarda l’efficienza degli ospedali e dei medici, ma la fase precedente, la prevenzione, appunto.
Gli anni persi per morti prevenibili sono scesi a meno di 90 per 100 mila persone dall’inizio del millennio.

Battiamo anche Svezia e Spagna, che pure sono sempre state tra i Paesi più sani, ma anche la Francia e Germania e Regno Unito che dal 2012 hanno smesso di migliorare, per non parlare degli USA, dove da allora è anzi in corso un peggioramento.

5.Non è vero che gli italiani sono i più longevi

grafico speranza di vita a 80 anni
grafico speranza di vita a 80 anni (fonte: OCSE, rielaborazione Momento Finanza)

Gli italiani vivono molto soprattutto perché muoiono poco da giovani.
Muoiono meno per tossicodipendenza o per alcolismo ad esempio, come avviene in USA o nel Nord ed Est Europa. Non vi è quindi una maggiore longevità da anziani come molti pensano.

Soprattutto se parliamo di uomini.

La speranza di vita dei maschi che hanno raggiunto gli 80 anni è di 8,5 anni, l’Italia è solo dodicesima al mondo da questo punto di vista, superata anche da Messico e Ungheria.
Sono gli anziani tedeschi invece quelli che vivono di più.
Anche in Spagna e Francia la longevità dei maschi anziani appare minore che nel Nord Europa e in Asia. Nei Paesi mediterranei più uomini arrivano alla tarda età, ma in condizioni non ottimali.