Modelle in sfilata di alta moda

Il lusso impazzisce per la sostenibilità e lo fa mettendosi in prima linea su strategie e obiettivi che puntano all’ecologia. L’emissione di sustainability bond da parte di maison di alta moda (e non solo) è stata una costante nelle cronache degli ultimi tempi: in ordine cronologico l’ultima a impegnarsi in questo senso è stata Adidas emettendo green bond del valore di 500 milioni di euro.

Quest’ultimi presentano una scadenza a otto anni e saranno quotati alla Borsa di Lussemburgo. E, se ci fossero dubbi, è stato il cfo Harm Ohlmeyer a chiarire l’intento: “Il capitale aiuterà a sostenere iniziative ambientali”.

Sustainability Bond: da Adidas a Chanel, il lusso punta al green

Facendo un salto indietro di qualche giorno ci s’imbatte nella griffe della doppia C, controllata dai fratelli Wertheimer. Chanel, nonostante il suo proverbiale riserbo, ha infatti annunciato che, grazie all’emissione di un sustainability bond, è riuscita a raccogliere 600 milioni di euro. Come riporta Wwd, il capitale raccolto supporterà Chanel a rivedere il propio modello di business completando gli obiettivi prefissati dalla maison in termini di sostenibilità: il rendimento dell’obbligazione è legato ai parametri ecosostenibili che la griffe sarà in grado di raggiungere.

Obbligazioni che, come riporta MFF, a partire dal 1° gennaio 2021 potranno essere acquistate dalla Bce. E ancora Burberry, unitasi a questa tendenza dichiarando di voler emettere un green bond che servirà a finanziarne i progetti legati alla sostenibilità. Per la griffe non si tratta di un debutto nel campo della sostenibilità: tra le altre iniziative, si ricorda il Regeneration Fund per ridurre l’impatto ambientale della supply chain della maison.

Prada, l’apripista dei green bond

Antesignana di questo trend è stata Prada che, in tempi non sospetti rispetto alla “cascata” che stiamo osservando adesso, è stata la prima azienda del comparto a firmare – con Crédit Agricole Group – un finanziamento da 50 milioni legato a obiettivi sostenibili.

Era il novembre del 2019 e, allora, Prada appariva come una confortante voce fuori dal coro. Un’operazione che, come spiegato dai due player, introduce un nuovo meccanismo capace di “collegare il raggiungimento di obiettivi ambiziosi in materia di sostenibilità a un aggiustamento annuale del margine”.

Grafici sustainability bond nel lusso
Grafici sustainability bond nel lusso (Fonte: Unsplash)

Il prestito a temine legato alla sostenibilità (sustainability term loan) consiste in un finanziamento quinquennale di 50 milioni di euro, come detto in precedenza, il cui tasso di interesse può essere ridotto rispetto al raggiungimento di diversi obiettivi da parte della griffe: tra questi, il numero di negozi con certificazioni Leed Gold o Platinum, il monte ore di formazione ai dipendenti e l’uso del nylon rigenerato (conosciuto ai più come Prada Re-Nylon) per la produzione, materiale caratteristico delle creazioni della maison.

Il lusso e la corsa ai green bond: Moncler, Ferragamo e gli altri

A ruota sono seguite Ferragamo, Moncler, Vf Corporation, tutte protagoniste di iniziative simili.

Moncler, ad esempio, ha sottoscrito un accordo di finanziamento con Intesa Sanpaolo per un importo complessivo massimo di 400 milioni di euro che, proprio come nel caso di Prada, segue un meccanismo premiante. Nella nota ufficiale si legge che “Il finanziamento consiste nella concessione a favore di Moncler di una linea di credito, di tipo sustainability linked revolving credit facility, con un meccanismo premiante legato al raggiungimento di specifici obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale”.

Vf Corporation, dalla sua, ha emesso green bond da 500 milioni di euro a sostegno delle iniziative con un focus specifico sul sostenibile. Il gruppo a cui fanno capo marchi come Vans, The North Face e Timberland ha come obiettivo di utilizzare i proventi per il progetto “Made for Change Sustainability & Responsibility” e, più nel dettaglio, il framework delle obbligazioni rende ammissibile il finanziamento nelle aree di Sustainable Products & Materials, Sustainable Operations & Supply Chain e Natural Carbon Sinks.

Sustainability Bond: perché “solo” adesso?

Azioni importanti e di animo nobile, senza dubbio. Ma che non possono non smuovere un punto fondamentale: l’attenzione della moda di lusso nei confronti della sostenibilità, in termini concreti, forse si è accesa realmente solo adesso. Eppure, negli ultimi anni, le iniziative filo-ecologiche non sono mancate: si pensi, ad esempio, al Green Carpet Fashion Awards, attivo dal 2017, che quest’anno vede anche la partecipazione del premier Giuseppe Conte.

Ma la sensazione è che si sia passati dal pensiero all’azione solo recentemente, sicuramente perdendo l’occasione di attuare queste strategie anticipando i tempi e preferendo la rincorsa di un sistema moda più sostenibile, green, puntato verso l’ecologico.