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Il tanto decantato superbonus edilizio al 110% si starebbe dimostrando un vero e proprio flop. Questo è quanto emerge dai dati forniti dal governo italiano. Infatti, sulla base di quanto evidenziato dai numeri, sembrerebbe che siano stati utilizzati soltanto 670 milioni di euro, rispetto ai 18,7 miliardi di euro che erano stati previsti dal fondo finanziario.

È evidente che il superbonus voluto ed introdotto dal Governo Conte con l’obiettivo di rilanciare il settore edilizio relativo alle costruzioni all’interno del territorio italiano non stia funzionando a dovere.

Se fin dal principio l’idea di effettuare lavori di efficientamento alle nostre abitazioni a costo zero aveva ricevuto importanti apprezzamenti da parte dei cittadini e delle imprese, questi si sono poi dovuti ricredere dinnanzi all’enorme difficoltà di accesso.

Verosimilmente a causare il flop del superbonus 110% sono state soprattutto le procedure complesse per poter ottenere il bonus che andrebbero così non soltanto a scoraggiare i cittadini a farne richiesta, ma anche a rendere la pratica di accesso parecchio difficile da effettuare portandoli molto spesso a rinunciare esasperati da una trafila lunghissima.

Superbonus 110%: impatto positivo sul settore edile

Tuttavia, occorre sottolineare anche che a questi dati poco incoraggianti, si accostano alcuni risultati positivi mostrati da recenti indagini, in merito proprio al settore delle costruzioni. 

Infatti, secondo quanto sottolineato da una recente ricerca condotta da parte del Centro Studi della CNA, in riferimento alla ripresa del settore delle costruzioni, sembrerebbe che gli interventi volti alla riqualificazione del patrimonio immobiliare, ed in particolare modo il Superbonus 110%, stanno effettivamente supportando ed aiutando il settore edile delle costruzioni che si sta man mano risollevando da una crisi economica senza precedenti provocata dall’arrivo del coronavirus in Italia.

Questi dati sottolineano che il 57% delle imprese edili sostiene che l’introduzione e la conferma dei bonus edili e delle misure a favore della filiera relativa alle costruzioni stia mostrando un effettivo impatto positivo sulle attività. Per questo motivo l’attuale governo Draghi è al lavoro per cercare di allargare quanto più possibile la platea dei fruitori semplificando l’insieme di procedure previste per poter ottenere il riconoscimento dei bonus edilizi.

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Impiato fotovoltaico Fonte: Pixabay

Come funziona il Superbonus 110% in breve

L’assegnazione del superbonus del 110% è prevista attualmente soltanto nell’ambito di alcuni specifici interventi quali:

  • interventi di efficientamento energetico;
  • installazione di impianti con pannelli fotovoltaici;
  • torrette per la ricarica di veicoli elettrici.

E’ possibile usufruire di questi incentivi anche per lavori di demolizione e ricostruzione di un edificio a patto che siano previsti interventi volti ad aumentare il livello di efficienza energetica o in chiave antisismica.

A beneficiarne sono: condomini, persone fisiche, istituti autonomi case popolari, onlus o associazioni di volontariato, Associazioni e società sportive dilettantistiche.

Per usufruire del superbonus ci sono tre modi:

  • attraverso cessione del credito ai fornitori cui ci si è rivolti per lo svolgimento dei lavori;
  • attraverso uno sconto in fattura praticato dagli stessi fornitori;
  • attraverso cessione del credito ad istituti di credito o alle Poste in cambio di liquidità;
  • portarlo in detrazione nella dichiarazioni dei redditi.

    La misura scadrà a dicembre del 2022. Ma il premier Mario Draghi durante il suo discorso di presentazione del Recovery Plan alla camera ha annunciato la proroga fino a giugno 2023, ma solo per le case popolari. “Per il Superbonus al 110% sono previsti, tra PNRR e Fondo complementare, oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente governo. Non c’è alcun taglio”– ha detto Draghi. “La misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari (Iacp). È un provvedimento importante per il settore delle costruzioni e per l’ambiente. Per il futuro, il governo si impegna a inserire nel disegno di legge di bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021″.

    Si studia un’aliquota unica al 75% per tutti gli altri bonus edilizi

    Come detto il nuovo governo Draghi sta studiando delle soluzioni per semplificare e incentivare ulteriormente l’utilizzo di questi bonus e portare avanti un progetto di efficientamento e rimodernamento edilizio nazionale.

    Per farlo sembra si stia valutando di accorpare tutti gli altri bonus edilizi attualmente attivi sotto un’unica aliquota al 75%.

    Il bonus 110% non è infatti l’unico attivo al momento. C’è il bonus ristrutturazioni del 50%, al quale si lega il bonus mobili, così come l’ecobonus ordinario dal 50 e fino all’85%, il sismabonus ed il bonus facciate del 90%. E poi il bonus verde, bonus idrico, bonus colonnine.

    L’idea è di unificare tutti questi vari bonus eterogeni da un punto di vista della percentuale detraibile inserendo un’unica aliquota al 75%. Un’altra novità potrebbe riguardare la durata della detrazione. Che, stando alle anticipazioni, passerebbe da 10 a 5 anni. Per tutti i bonus edilizi si procederà poi ad una semplificazione di accesso e dovrebbero essere resi strutturali fino al 2025.