sportelli bancari ridotti

In Italia le filiali bancarie sono sempre meno e, con esse, spariscono anche gli sportelli Bancomat in cui poter effettuare versamenti e prelievi.

Per ripristinate i bilanci bancari e per ridurre i costi, molti intermediari creditizi sono costretti ogni anno a chiudere filiali fisiche, migliorando i servizi telematici.

Lo stesso Governo è da anni che si sta impegnando nella lotta contro l’uso del contante e spinge l’utilizzo della moneta elettronica attraverso iniziative come la Lotteria degli Scontrini ed il Cashback di Stato.

Sportelli bancari in calo: i dati di Banca d’Italia

Secondo i dati della Banca D’Italia, il numero degli sportelli bancari e dei bancomat è in costante calo.

Sono 831 gli sportelli bancari chiusi nel 2020: durante la pandemia le filiali delle banche sono diminuite del 3,4% rispetto al 2019. Altre 103 filiali dovrebbero chiudere entro la fine dell’anno 2021.

Questo trend non riguarda solo le filiali bancarie presenti sul territorio nazionale, ma anche nel Regno Unito i bancomat sono diminuiti.

Alla chiusura degli sportelli bancari avrebbe contribuito non solo il già debole sistema di cassa, ma anche il malfunzionamento degli ATM.

Circa il 43% degli intervistati ha dichiarato di avere avuto problemi con le filiali bancarie a causa delle restrizioni imposte per ridurre la diffusione del Covid.

Anche l’ingresso contingentato e gli orari di apertura ridotti hanno cagionato non pochi disagi alle persone anziane ed alle fasce di popolazione “analfabete” dal punto di vista digitale.

Sono gli stessi consumatori che cercano di prelevare e spendere contanti presso i negozi di vicinato e i piccoli commercianti al dettaglio.

Urge introdurre velocemente una legislazione sulla salvaguardia dell’accesso al denaro contante altrimenti il sistema di cassa continua a subire inevitabili contraccolpi.

Commissioni bancarie in aumento: è allarme!

Alla base della chiusura degli sportelli bancari e dei Bancomat c’è l’incremento delle commissioni bancarie.

Attualmente le commissioni sui prelievi ammontano a 50 centesimi e Bancomat Spa ha proposto di revisionare le tariffe.

L’idea di Bancomat Spa, società partecipata da 125 banche italiane, prevede che siano i singoli intermediari bancari, proprietari degli ATM, a decidere autonomamente quale commissione applicare al prelievo di denaro contante.

L’Antitrust ha annunciato di voler indagare a fondo prima di dare il via libera alla proposta di Bancomat Spa, ma se dovesse passare la riforma a farne le spese sarebbero soprattutto i risparmiatori.

Infatti, allo stato attuale, secondo quanto riporta uno studio della Banca Centrale Europea, il 53% dei risparmiatori italiani attualmente non paga costi di prelievo.

Sono molte le banche online (senza sportelli bancari fisici) che hanno adottato come politica commerciale quella di sobbarcarsi i 50 centesimi previsti come importo minimo.

Si pensi ai correntisti online che effettuano i prelievi dai Bancomat di altri istituti bancari: la commissione fissa di 50 centesimi viene assorbita dall’intermediario bancario che emette la carta.

Secondo quanto riporta Altroconsumo:

Le nuove regole proposte da Bancomat Spa rischiano di diminuire la concorrenzialità e la possibilità di confrontare i vari prodotti presenti sul mercato, non solo sul prelievo di denaro contante ma in generale anche sul rapporto di conto corrente“.

Il caso emblematico di ING

A titolo emblematico riportiamo il caso della banca olandese ING, che dal 1° luglio ha chiuso 63 casse automatiche presenti sul territorio nazionale, con la conseguente riduzione delle filiali da 30 a 23.

La strategia attuata da ING mira a contenere i costi che appesantiscono i bilanci bancari e, al contempo, mira ad incrementare i margini della banca.

Tale scelta penalizza l’operatività da parte del risparmiatore, il quale per versare un assegno deve inviarlo a mezzo posta.

La conseguenza di questa politica commerciale avrà come inevitabile conseguenza l’aumento dei costi che andranno a gravare sulle tasche dei clienti.