Pagamenti digitali

Dopo aver ottenuto la licenza come istituto di moneta elettronica in Lussemburgo nello scorso 2019, adesso Satispay prepara la sua espansione verso l’Europa. Come punto di partenza, non a caso, è stata scelta la Germania: Paese ad altissimo potenziale e con un ancora elevato indice di utilizzo del contante. E per guidare la “rivoluzione” dei pagamenti a Berlino, è stato scelto un volto noto del mondo fintech della Germania: Eric Lein.
Dopo essersi imposta sul mercato dei pagamenti digitali italiano, Satispay adesso volge lo sguardo all’Europa, in un momento di crisi economica ma dal grande potenziale.

E in questo scenario, forse, le tempistiche della scommessa della fintech italiana potrebbero rivelarsi più azzeccate che mai.

Chi è Eric Lein

Scelto come Country manager per guidare l’espansione della società sul territorio tedesco, Lein porta esperienza diretta sul campo e conoscenza del settore. Già amministratore di TrialPay dal 2015 – società acquisita in seguito da Visa – nelle idee societarie è l’uomo perfetto per guidare l’ingresso della società nel mercato della Germania. E soprattutto, grazie ai grandi potenziali di sviluppo del prodotto e alla conoscenza della materia, potrebbe garantire un soddisfacente primo impatto sul territorio; soprattutto, considerando come i tedeschi siano ancora molto abituati ad utilizzare il contante nelle transazioni di compravendita.

Il cellulare per convincere i tedeschi ad abbandonare le banconote

Al giorno d’oggi, siamo tutti abituati ad uscire di casa con addosso due accessori fondamentali per la nostra quotidianità: il telefono ed il portafoglio. Ma immaginate la possibilità di avere entrambe le cose unite in un unico strumento, come per esempio lo smartphone. Ecco che, in conclusione, non avreste bisogno di scarrozzare in giro un pesante accessorio, ma sarebbe sufficiente il telefono che già portate addosso.

Ecco, da questa breve considerazione è nata l’idea di Satispay. E il suo scopo, in fondo, è stato chiaro sin dall’inizio: rivoluzionare il mercato dei pagamenti elettronici – o meglio, digitali – dell’Italia.
Dopo anni in cui però si è concentrati all’interno dei confini, è giunto però il momento di mettere alla prova il prodotto anche nel resto dell’Unione europea. E sebbene ci siano Paesi ben più avvezzi all’utilizzo di pagamenti digitali – come nel caso della Scandinavia – la Germania è forse il paese più adatto per effettuare un test significativo. Perché, in fondo, se si convincono anche i tedeschi ad abbandonare le banconote, nulla sarebbe a quel punto più considerato impossibile.

Satispay in Italia: 1,2 milioni di utenti attivi

Nata in Piemonte nel lontano 2013, al 2020 Satispay conta oltre 1,2 milioni di utenti attivi che fruiscono del servizio. Entrata in modo aggressivo sul mercato grazie alle basse commissioni (0,20 centesimi per le operazioni superiori ai 10 euro) si è imposta come principale strumento di pagamento digitale in Italia.

Grazie inoltre alle collaborazioni con le grande catene (come Benetton ed Esselunga) e alle sue promozioni per l’iscrizione al servizio ha convinto la clientela italiana. E ad oggi, le speranze del Ceo Alberto Dalmasso e del team di oltre 100 collaboratori l’ambizione è quella di sfondare anche sul mercato europeo.

Ma non solo passaparola: Satispay è stata in grado di convincere la clientela e i negozianti grazie alla formula del cashback. Ad ogni acquisto, infatti, è data la possibilità di riconoscere uno “sconto” che rimane sul borsellino digitale, fidelizzando il cliente e dando la possibilità di accrescere le movimentazioni aggregate. Il tutto, sempre seguendo lo slogan che ha contraddistinto la fintech italiana negli ultimi anni: #doitsmart.

Una vittoria di Satispay sarebbe anche un forte segnale politico

Uscendo da quelli sono gli obiettivi aziendali, una “vittoria” di Satispay in Germania sarebbe anche un profondo schiaffo a tutto il mondo fintech di Berlino. Storicamente all’avanguardia sia nel tecnologico che nel mondo della finanza, negli ultimi mesi la Germania è stata scossa da una moltitudine di scandali non indifferenti.

Da Wirecard a Deutsche Bank, passando per Commerzbank e Grenke, il volto della finanza tedesco è diventato davvero grigio.

In questo scenario, dunque, un imporsi di Satispay in territorio nemico sarebbe una rivincita per tutta l’Italia. Soprattutto, considerando come negli anni passati Berlino abbia mostrato una solidità che, de facto, si è rivelata non essere tale. E soprattutto, ancora, per poter dimostrare che anche l’Italia – spesso criticata per la mancanza di innovazione – possa competere anche sul piano internazionale.