Insegna Gamestop

Nell’ultima settimana anche coloro che vivono anni luce lontani dai mercati finanziari si chiedevano cosa stesse succedendo su Gamestop. Anche Mario Calabresi, per dire, giornalista che si occupa di tutto tranne che di finanza, ha voluto organizzare una call su Instagram per comprendere qualcosa sul mondo del trading online.

Come abbiamo scritto nelle due puntate precedenti, sono state migliaia le persone affascinate dai consigli di Reddit e Tik Tok. In particolare la sezione legata ai mercati finanziari, Wallstreetbets, ha suggerito di comprare azioni Gamestop, che, come tutti sappiamo, aveva problemi di competitività (un po’ come Blockbuster).

Vale la pena ripercorrerne brevemente la storia borsistica.

Gamestop nel 2019 era arrivata a valere 4 dollari. Alla fine del 2020 il prezzo di borsa era salito fino a 17 dollari. Spinta dai consigli di cui sopra è arrivata il 26 gennaio a quota 40. Il 26 gennaio si era impennata fino a 150$, per poi far segnare il massimo storico il 28 Gennaio a 481,99 soprattutto grazie alle ricoperture dei fondi hedge, che erano andati al ribasso (alias short), per poi essere costretti a ricomprare all’impazzata.

Visto che Gamestop aveva raggiunto una valutazione slegata dai fondamentali, il titolo è crollato fino a raggiungere i 61$ del 5 febbraio. Quanti sono coloro che hanno perso cadendo nella trappola? Migliaia di traders (forse chiamarli tali è un’esagerazione) improvvisati.

Bisogna ricorrere alla psicologia per capire come persone digiune di finanza e di mercati possano scommettere – sì, vere e proprie scommesse, disgiunte da qualsiasi ragionamento – su un titolo a caso, consigliato da sedicenti esperti, che sono disposti a mandare allo sbaraglio dilettanti alla ricerca di un guadagno effimero.

C’è da dire che la crisi causata dal Covid ha portato innumerevoli persone a beneficiare di un sussidio, difficile da spendere, visti i continui lockdown.

Sono stati in molti a decidere di impiegare queste somme sui titoli azionari, sperando in tal modo di guadagnare cifre considerevoli. Ma, siccome “Nessun pasto è gratis” (Milton Friedman, premio Nobel per l’Economia 1976, cit.), il risultato finale per la maggioranza di questi traders improvvisati è stata la disfatta più completa.

Proprio mentre scrivo queste note, navigando in rete mi compare una pubblicità di una piattaforma di trading con la seguente nota scritta in piccolo : “L’80% delle persone perde soldi comprando CFD” (Contratti Per Differenza, ossia strumenti derivati che consentono di aprire posizioni ribassiste). Non dimentichiamo che le piattaforme nate di recente – e che si quoteranno presto – come Robinhood, non fanno pagare commissioni di negoziazione ai clienti. E come producono ricavi? Vendendo dati! Vale la massima che se non lo paghi, il prodotto sei tu! Infatti Robinhood vende i dati dei clienti ad altri intermediari. Questo è il mondo dei Big Data.

quotazione Gamestop
Quotazione Gamestop (Fonte: Unsplash)

Ai trader online nati ieri varrebbe la pena di consigliare di leggere “Il giocatore” di Fyodor Dostoevsky, libro meraviglioso che spiega quanto il gioco e la scommessa siano fenomeni antichi che sconvolgono la mente di chi ne prende parte. In Italia sono note le vicende ai tavoli da gioco di Vittorio De Sica – che ha sistematicamente perso grosse cifre – e di Ljuba Rizzoli, donna affascinante – moglie di Andrea Rizzoli, figlio ed erede del leggendario imprenditore, editore e produttore cinematografico italiano Angelo Rizzoli, fondatore della Rizzoli Editore , che una volta perso tutto durante una notte d’azzardo, decise di lanciare sul tavolo verde gli orecchini che indossava.

L’educazione finanziaria dovrebbe essere un tema all’ordine del giorno in tutto il mondo, ma purtroppo chi se ne occupa non fa notizia. Anna Maria Lusardi – responsabile in Italia, e ancor prima negli Stati Uniti, del Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria – ricordava come gli italiani siano tra i più ignoranti sui temi finanziari di tutta Europa.

Magda Bianco, direttore del Dipartimento Tutela della clientela ed educazione finanziaria della Banca d’Italia, ha fatto notare come l’educazione finanziaria abbia la stessa rilevanza che aveva l’alfabetizzazione al tempo dell’Unità d’Italia a fine ‘800.

Quindi dovremmo destinare delle risorse all’educazione della cittadinanza ma i denari non si trovano poiché vengono spesi per questioni più importanti ai fini del consenso elettorale, come per esempio l’ennesimo salvataggio di Alitalia, il classico secchio bucato.

Come si è chiesto qualcuno su Twitter, sarebbe meglio che i Robinhood traders – per dimostrare davvero di fare progredire l’umanità – comprassero contratti sui Carbon Certificates (certificati che consentono alle imprese che inquinano di sanare i loro misfatti ambientali). In tal modo inquinare sarebbe più caro. Greta ringrazia.