ronaldo-cocacola

Cristiano Ronaldo, uno dei calciatori più ricchi di sempre, fa sempre notizia. Questa volta non per un gol in rovesciata. Ma per altro. Il 14 giugno, durante la conferenza stampa alla vigilia di Ungheria-Portogallo (match degli Europei di calcio), CR7 ha spostato due bottigliette di Coca Cola fuori dalle inquadrature tv, invitando a bere acqua.

Ronaldo e i suoi favolosi guadagni

Ronaldo salutista contro le bollicine della Coca Cola? Ma figurarsi. Ronaldo è un gran furbone. Giusto 10 anni fa girò uno spot proprio per Coca Cola. A lui non interessa la salute degli altri, ma i denari e gli sponsor che lo rendono ricco come Creso.

Infatti è testimonial di Kentucky Fried Chicken, non certo un’azienda vegana.

Quanto guadagna CR7 ogni anno? Dalla Juventus fino al 2022 riceve 31 milioni di euro l’anno. Dopo Neymar (36 milioni) e Messi, (46 milioni), è il giocatore più pagato al mondo. Ogni giorno riceve dal club bianconero ben 86mila euro. Tanta roba.

Tra i brand che lo hanno scelto come sponsor figurano Nike (che elargisce 24 milioni l’anno), Clear Shampoo, Herbalife, Samsung, Tag Heuer e Toyota. Possiamo stimare il tutto oltre i 30 milioni di euro annui.

La dura legge degli sponsor di Ronaldo

Alcuni giornali hanno ripreso la notizia dello spostamento delle bottigliette di Coca Cola sostenendo che il titolo alla Borsa di New York abbia perso 4 miliardi di dollari di valore. Cosa tutta da dimostrare, visto che ogni giorno, grazie all’efficienza informativa (l’economista Eugene Fama ha vinto un Nobel grazie a queste ricerche), i titoli assorbono tutte le informazioni disponibili e quel giorno Coca Cola non ha avuto oscillazioni anomale rispetto ad altri giorni.

Quello su cui è giusto concentrarsi è l’ipocrisia che ci circonda. La verità è una sola: senza gli sponsor le superstar avrebbero degli stipendi ridicoli rispetto agli attuali. Per cui non rispettare le regole dello show business da parte di CR7 è un frutto maldestro dettato dall’arroganza. E’ chiaro come il sole che il campione portoghese non conosca la massima di Andy Warhol: “Gli scandali aiutano la pubblicità, perché non c’è migliore pubblicità della cattiva pubblicità”.

Coca Cola si è mossa con largo anticipo, ha comprato oltre 50 marchi di acqua (in Italia due piccoli marchi come Lurisia e Lilia) che vende a carissimo prezzo, per non parlare delle bibite non gasate, energetiche, secondo le regole del “woke capitalism” che si prefigge una maggiore giustizia sociale, diritti umani e no al razzismo.

Con 302 milioni di follower su Instagram, Cristiano Ronaldo è in grado di influenzare chiunque. Questa volta non gli è andata bene perché la rete lo ha giustamente spernacchiato. Prendere 30 milioni dai maggiori marchi mondiali e schifare la Coca Cola è segno di “hybris”, quell’orgogliosa tracotanza che presso gli antichi greci era seguita dalla vendetta (tisis) degli dei.