Elon Musk-crypto

Bitcoin in calo, convention di fanatici con litigi sulle diverse valute, una community di trader che vuole fermare Elon Musk. Questo è solo un sunto di ciò che è successo negli ultimi giorni nel fantastico mondo delle criptovalute che, se da un lato hanno avuto il merito di avvicinare tanta gente alla finanza, dall’altro hanno la colpa di farle credere che si possano fare soldi facili. Ma, come sempre, andiamo con ordine.

Il nuovo calo del Bitcoin, c’è sempre Musk di mezzo

Sono bastati un paio di tweet di Elon Musk, a volte anche senza scrivere una sola lettera che fosse una, per smuovere le acque nel sottobosco del Bitcoin.

È vero, forse il Bitcoin non è store of value, non è ancora considerabile un vero e proprio asset, fatto sta che attira sempre più investitori, nonostante questi seguano più i cinguettii social del magnate americano che un proprio percorso comprensibile con un po’ di analisi fondamentale o tecnica.

Su Musk, però, ha voluto vederci chiaro – di nuovo – la SEC, ovvero l’authority americana che vigila sui mercati finanziari, nonostante il Bitcoin sia svincolato da ogni legame con istituzioni o banche centrali di sorta. La SEC si era già occupata di Musk per alcuni suoi tweet su Tesla che, un paio d’anni fa, gli costarono l’obbligo a far passare al vaglio della stessa autorità ciò che avrebbe di lì a poco pubblicato sul social network dai caratteri limitati. Ora, la SEC ha avviato un’indagine per capire se Musk stia giocando o meno a far salire o scendere il valore del Bitcoin e del Dogecoin a suo piacimento.

Il movimento Stop Elon

Se la SEC ha acceso i riflettori su Elon Musk, c’è chi addirittura vorrebbe bloccarne l’attività.

Si tratta del movimento Stop Elon, una community di trader che vuole contrastare l’influenza che il fondatore di Tesla e SpaceX ha sul mondo crypto.

Elon Musk è famoso per aver manipolato irresponsabilmente il mercato delle criptovalute con il suo account Twitter. Proprio di recente, lo ha fatto di nuovo, causando un enorme crash attraverso tutte le frontiere quando ha twittato che Tesla cesserà di accettare Bitcoin come pagamento. Chiunque abbia anche un briciolo di pensiero critico capisce che le sue sono bugie. Ha cercato di pompare criptovalute per anni, twittando a riguardo e persino andando al Saturday Night Live come ultima risorsa per far salire Dogecoin! È ridicolo! Sta giocando con il portafoglio delle persone come una caramella, come il miliardario narcisista che è e sarà sempre”.

Parole e musica sono proprio del movimento Stop Elon, che per fermare l’ascesa del magnate che fa? Ebbene, crea una propria cryptovaluta, inizialmente chiamata FUCKElon, poi divenuta STOPElon, dal valore di 0,00003 dollari.

Come se non bastasse, contro Musk ci si sono messi anche gli hacker del collettivo Anonymous, proprio perché non mancasse ulteriore carne al fuoco delle polemiche attorno all’imprenditore a stelle e strisce.

La convention delle polemiche

Mentre Musk twittava, negli USA – e dove, sennò? –, si è tenuto un evento che ha chiamato a raccolta numerosi appassionati ed esperti del mondo crypto: bene, al termine dell’evento, il Bitcoin è sceso del 10% – ha contribuito anche Donald Trump, che l’ha definito “una truffa che minaccia il dollaro” –, un folle si è spogliato mentre dei guru parlavano, restando in mutande e con una maglia raffigurante il simbolo del Dogecoin e poi si è presentato sul palco, urlante come sempre, Max Keiser. Non vi dice niente, vero? Vi rinfresco la memoria: stiamo parlando di un soggetto che diversi anni fa suggerì a tutti i suoi follower di comprare in massa l’argento in modo da spingerne il valore oltre 500 dollari, così da mandare in bancarotta JPMorgan. Ebbene, a perdere tutto furono i suoi seguaci, di certo non JPMorgan.

Nuove speranze da El Salvador

Mentre il mondo crypto è diviso tra pro e contro Musk, una speranza per il rilancio del Bitcoin arriva da El Salvador.

In un video trasmesso alla conferenza di Miami, il presidente, Nayib Bukele, ha annunciato la partnership di El Salvador con la società di portafogli digitali, Strike, per costruire la moderna infrastruttura finanziaria del Paese utilizzando la tecnologia Bitcoin.

Jack Mallers, fondatore della piattaforma di pagamenti di Lightning Network Strike, ha affermato che questo sarà considerato il “colpo sentito in tutto il Mondo per il Bitcoin”.

Ciò che è trasformativo qui è che il Bitcoin è la più grande risorsa di riserva mai creata che una rete monetaria superiore. Detenere Bitcoin fornisce un modo per proteggere le economie in via di sviluppo da potenziali shock dell’inflazione della valuta fiat”, ha continuato Mallers.

Perché suona strano? El Salvador non è il primo Stato a interessarsi al Bitcoin – Venezuela, Bulgaria e Ungheria hanno mostrato interesse, vero o meno, sulla cryptovaluta principale – ma ciò che non torna è che si vuole spingere sull’uso del Bitcoin in una Nazione dove il 70% della popolazione non detiene nemmeno un conto corrente, non ha una carta di debito o di credito e non usa un POS o un bancomat.

Insomma, forse andrebbe prima “digitalizzata” la finanza semplice.

Quale futuro per le crypto?

Simon Peters, analista della piattaforma di investimento multi-asset eToro, ha commentato: “Bitcoin e altcoin sembrano essere a un punto di indecisione, scambiando in una fascia di prezzo molto ristretta. Mentre le notizie sono piene di importanti aggiornamenti, come l’annuncio del presidente di El Salvador prevede di fare pressioni per rendere il Bitcoin la valuta nazionale, i mercati hanno subìto un altro colpo. Anche l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è intervenuto per criticare il Bitcoin. Ironia della sorte, la sua dichiarazione dà credito all’esistenza della criptovaluta, definendola una minaccia al dominio del dollaro USA”.

Nonostante queste storie, sembra esserci una significativa incertezza in gioco. Oltre al solo prezzo, la domanda di transazioni e regolamenti è diminuita considerevolmente. Quasi tutte le metriche di attività on-chain indicano un forte calo rispetto ai massimi storici di inizio anno. Per gli investitori, le basi rimangono le stesse, ignorano i rumor”, ha aggiunto l’esperto.

Susannah Streeter, senior investment and markets analyst presso Hargreaves Lansdown, ha dichiarato: “Il Bitcoin è al centro dell’attenzione del cryptoworld poiché la valuta è colpita da un’altra grande oscillazione, scendendo del 10% in un giorno. Martedì, a mezzogiorno, Bitcoin è sceso sotto i 33.000 dollari e ha faticato a recuperare terreno. Si sta spingendo verso la metà del prezzo record raggiunto a metà aprile di oltre 63.000 dollari. Quest’ultimo forte calo in poche ore sottolinea quanto sia volatile la valuta e come stia oscillando nel prezzo spazzato dagli appetiti contrastanti per le cryptovalute in tutto il Mondo”.

“Sebbene molti fan stiano ancora incoraggiando il caso d’uso a lungo termine per la moneta e i suoi rivali, le mosse dei governi di tutto il Mondo per regolamentare lo spazio crittografico o accedervi con stablecoin o valute digitali alternative delle banche centrali stanno causando ondate di preoccupazione per le prospettive a lungo termine di risorse crittografiche correnti”.

Sebbene sia chiaro che le cryptovalute in qualche forma troveranno un posto al tavolo nel sistema finanziario, visto l’interesse di grandi aziende e governi, non è molto chiaro quale delle migliaia di cryptovalute manterrà il loro valore in futuro e quale ruolo avranno giocare.

Dato che la speculazione in asset crittografici rimane una strategia ad alto rischio, i trader dovrebbero impegnare solo denaro che possono permettersi di perdere”.

Immagine in alto, fonte: Shutterstock