Rischio-climatico

Il rischio climatico avrà ripercussioni anche sulla stabilità finanziaria. Tanto che, nei prossimi vent’anni, l’impatto del cambiamento climatico potrebbe interessare fino al 30% delle esposizioni che le banche dell’area euro hanno nei confronti delle aziende. Lo prevede lo studio condotto dalla Bce e dal Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB), dal titolo “Climate-related risk and financial stability”. Le perdite connesse a un downgrade del credito associato alla rapida crescita del costo delle emissioni potrebbero spingersi intorno al 10% dei bilanci bancari.

Rischio climatico e i settori più colpiti

I rischi per la stabilità finanziaria dell’Eurozona legati al cambiamento climatico sono concentrati in alcune regioni, in alcuni settori e in alcune aziende.

Il credito concesso ad aziende ad alte emissioni rappresenta il 14% dei bilancio complessivo del settore bancario dell’Eurozona. Ed è concentrato in particolare nei comparti della manifattura, dell’elettricità, dei trasporti e delle costruzioni.

L’esposizione al rischio climatico degli intermediari finanziari

Le esposizioni al rischio climatico riguardano un gruppo piuttosto ristretto di intermediari. Il 70% delle esposizioni del sistema bancario verso aziende soggette ad alto o crescente rischio fisico nei prossimi 10 anni è infatti distribuito nei portafogli di 25 istituti di credito europei. Allo stesso tempo, la possibilità di rivedere i prezzi sui mercati finanziari associata al rischio di transizione sarà particolarmente ampia per i fondi di investimento. Dove oltre il 55% degli investimenti è orientato verso imprese ad alte emissioni. E l’allineamento stimato con la tassonomia dell’UE è solo dell’1% delle attività.

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Le inondazioni fluviali sono il fattore di rischio climatico più rilevante dal punto di vista economico per l’Ue

I fattori di rischio climatico rilevanti

Le inondazioni fluviali rappresentano il fattore di rischio climatico più rilevante dal punto di vista economico per l’Ue nei prossimi vent’anni.

Anche incendi, caldo e stress idrico potrebbero giocare un ruolo importante in alcune regioni. Eventualmente aggravato da fattori come l’innalzamento del livello del mare nella seconda metà del secolo.

Le conseguenze a lungo termine del rischio climatico

L’analisi di scenario a lungo termine per le banche, gli assicuratori e i fondi di investimento dell’UE suggerisce che il rischio di credito e di mercato potrebbe aumentare a causa dell’incapacità di contrastare efficacemente il riscaldamento globale. Nello scenario, che ipotizza ciò che accadrebbe in caso di una transizione climatica non sufficientemente ordinata, le perdite di rischio fisico, in particolare per le imprese ad alte emissioni, diventerebbero dominanti in circa 15 anni. Ciò potrebbe portare a un calo del PIL globale fino al 20% entro la fine del secolo, qualora la mitigazione si rivelasse insufficiente o inefficace.