riforma pensioni 2021

Il Governo Conte prosegue gli incontri nella terza giornata degli Stati Generali dell’Economia per il rilancio del Paese, messo economicamente ko dall’esplosione dell’emergenza sanitaria.

Secondo quanto ha stabilito il decreto ministeriale del ministero del Lavoro datato 1 giugno e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 dell’11 giugno sulla revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo dal primo gennaio 2021 sono in arrivo tagli alle pensioni.

Sono in tanti a chiedersi cosa succederà nel 2021 e, al momento, la discussione tra governo e sindacati è una partita aperta tutta da giocare.

Al vaglio ci sarebbe l’ipotesi di innalzare l’età pensionabile che la considerano “troppo penalizzante per i lavoratori”.

Si pensa anche a un sistema pensionistico che si appoggi anche sui fondi pensioni, con agevolazioni a carico dello Stato.

Riforma pensioni 2021: i nuovi coefficienti di trasformazione da applicare sul montante

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato i nuovi coefficienti di trasformazione da applicare sul montante di chi andrà in pensione dal 1 gennaio 2021.

Un decreto ministeriale del ministero del Lavoro datato 1 giugno e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.

147 dell’11 giugno 2020 fotografa il calo dell’assegno pensionistico per tutti coloro che uscivano dal mondo del lavoro.

Il DM si è reso necessario per modificare e aggiornare coefficienti di trasformazione del montante contributivo validi per il biennio 2021/2022.

A causa dei coefficienti di trasformazione, l’assegno annuo ricevuto dai neopensionati dal 2009 a oggi è calato di circa 900 euro.

Introdotti con il sistema contributivo, i coefficienti di trasformazione sono dei coefficienti numerici da applicare al totale dei contributi versati nel corso della vita lavorativa e consentono di calcolare l’assegno pensionistico annuo.

I coefficienti variano in base all’età anagrafica del lavoratore nel momento in cui va in pensione e crescono di pari passo all’età dello stesso.

Più tardi si andrà in pensione, maggiore sarà il coefficiente di “rivalutazione” dell’assegno.

Il taglio ai coefficienti di trasformazione è stato confermato anche per chi andrà in pensione nel biennio 2021-2022.

Chi andrà in pensione il 1 gennaio 2021 avrà un assegno pensionistico più basso rispetto a chi riuscirà ad andarci entro il 31 dicembre 2020.

Il calo della pensione annua, rispetto ai coefficienti precedenti, è dello 0,5% circa.

Se confrontato con le pensioni del 2009, il calo è del 12%.

Riforma pensione Quota 100, cosa succederà nel 2021?

Ex ante pandemia Covid-19, il governo era allo studio sulla nuova riforma pensione Quota 100 con una nuova pensione anticipata, poi l’emergenza pandemica ha bloccato tutto.

I requisiti richiesti per Quota 100 prevedono un’età anagrafica di 62 anni e un requisito contributivo di 38 anni, la somma di entrambi i requisiti è 100, e per poter accedere bisogna maturare entrambi i requisiti.

La pensione contributiva per tutti è una misura penalizzante e rischia di creare nuovi poveri.

Quota 100 terminerà il 31 dicembre 2021 e sarà sostituita dal 1° gennaio 2022 con una nuova pensione anticipata.