caso gamestop

Nel formidabile saggio di una vita “Massa e potere” (Adelphi, 1961) Elias Canetti (1905-1994) – premio Nobel per la letteratura nel 1981 – spiega come si formano le masse e si inventano capri espiatori. Nel quarto capitolo, Massa e storia, lo studioso bulgaro analizza le cause dell’inflazione in Germania negli anni ‘20/30 che poi portarono all’antisemitismo. Adolf Hitler, che vinse le elezioni in modo democratico nel 1933, ebbe la capacità di trovare negli ebrei il capro espiatorio perfetto della crisi economica. E, ahinoi, seguì la “Soluzione finale”. 

Sempre Canetti illustra i simboli di massa delle nazioni – il mare sia inglesi ed olandesi, la montagna per gli svizzeri, il torero per gli spagnoli.

Oggi, a livello simbolico, cosa rappresentano le banche per il populismo diffuso ormai in tutto il mondo? Un perfetto capo espiatorio a cui addossare tutte le colpe di questo mondo, dalle crisi economiche (l’instabilità fa parte del capitalismo) all’aumento delle disuguaglianze.

Il caso Gamestop rappresenta un gigantesco episodio di manipolazione del mercato. L’autorevole senatrice democratica Elisabeth Warren ha scritto alla SEC invitando a indagare il comportamento coordinato delle masse di trader di Robinhood (l’operatore che consente di fare operazioni di acquisto e vendita senza pagare commissioni, grazie al fatto che vende ad altri player di Wall Street i dati legati ai flussi degli ordini) orchestrato da “cattivi maestri” che si ergono a “difensori del popolo”, quando il loro obiettivo è identico a quello dei gestori dei fondi hedge: fare soldi. Keith Gill, il trader online e blogger col soprannome Roaring Kitty (gattino ruggente) – colui che ha avviato la rivolta contro i fondi hedge che erano andati short (in modo esagerato, va detto, per un ammontare superiore al flottante), invitando ad acquistare Gamestop – ha investito 53mila dollari e ne ha tratto un beneficio enorme.

Si potrebbe paragonarlo ai leader della sinistra descritti dal sociologo Luca Ricolfi come affetti da superiorità morale (“Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori”, Longanesi, 2005).

Non si capisce perché Mr Gill debba essere considerato una mente al servizio delle masse (che probabilmente usciranno con le ossa rotte), mentre i fondi hedge espressione della “finanza brutta e cattiva” e dell’establishment? Peraltro i fondi che hanno subito le perdite maggiori non sono emanazione delle grandi banche come JP Morgan Goldman Sachs, Morgan Stanley.

Ora vorrei concentrare la vostra attenzione sul ruolo giocato dai fondi long-short, i quali svolgono due funzioni fondamentali:

  1. Garantiscono la liquidità sul mercato, consentendo di avere un bid-ask spread più stretto. Sappiamo tutti che la liquidità di un mercato è fondamentale. Consente di comprare e vendere in qualsiasi momento. E’ quindi un fatto di per sé positivo perché maggiore è la profondità del mercato – sul buy e sul sell side – meglio è. E soprattutto, più stretto è il bid-ask spread (cioè la differenza tra la più alta proposta di acquisto, bid, e la più bassa proposta di vendita, ask), minori sono i costi di transazione per l’investitore. Come ben dice Sebastian Mallaby sul Financial Times del 22.9.10 “ We should clone the robo-trader rather than revile him”: “Financial markets, like grocery markets, need participants who specialize in the short run. Denouncing high frequency traders for their quick turnover of inventory is like grumbling that your local shop only hold soap powder for the short term. Financial short termists are often called “market makers” because without them markets would not function…Bid-ask spreads in US stocks have fallen steadily since the 1980 and by about a third in four years. Savers have benefited, to the tune of billions of dollars”. In sostanza i risparmiatori – grazie alla liquidità del mercato offerta dagli high frequency traders – hanno ridotto i loro costi di intermediazione.
  2. Consentono di avere un processo più efficiente di price discovery: il prezzo del titolo su cui ci sono posizioni lunghe (alias long, al rialzo) e corte (alias short, al ribasso) ha più probabilità di essere corretto (fair price).

Sono in molti a prendersela con i fondi che vanno al ribasso sui singoli titoli. Vietare le vendite allo scoperto? Sbagliato e controproducente. Sbagliato perché impedisce ai mercati di “punire” il mismanagement; controproducente perché favorisce le bolle speculative (qualcuno si ricorda sul mercato italiano i casi Tiscali, che un giorno capitalizzò più della Fiat, Finmatica, Seat?).

Ci viene in soccorso Raghuram Rajan – economista di fama, già governatore della Bank of India, si consiglia la lettura di “Salvare il capitalismo dai capitalisti (coautore L. Zingales), Einaudi, 2004 – che in un articolo sul Financial Times del 4 giugno 2010 – Bankers have been sold short by market distorsion – scrive: Short sellers perform a valuable social function by depriving poorly managed companies of resources they will waste. The trader short does not cause the company to go out of business. Mismanagement is the source of the company’s troubles. The trader merely holds up a mirror to reflect it”.

E’ proprio così. I ribassisti sono degli specchi. Vengono spesso considerati un capro espiatorio quando il titolo scende. “E’ colpa degli speculatori ribassisti, quei maledetti”, è il commento da bar che si è soliti sentire. Quando poi gli stessi trader comprano, mai sentiamo dire “Quei maledetti speculatori rialzisti”. Prosegue Rajan: “Rather than attempting to instill social purpose in the banker, it is probably more useful for society to target the forces that distorted the market”. Lo stesso veniva sostenuto in un position paper della Consob di qualche anno fa, dove tra gli effetti positivi dello short selling si indicavano l’efficienza informativa dei prezzi e l’incremento di liquidità sul mercato, secondo noi prevalenti sui possibili effetti negativi – instabilità dei mercati, abuso di mercato e rischio di regolamento.

L’impossibilità per il mercato di “andare corti” può favorire il formarsi di bolle speculative, perché la disciplina del mercato non può agire in libertà. In un intervento di tempo addietro l’allora Governatore della Federal Reserve Ben Bernanke invitò a considerare l’esuberanza irrazionale (R. Shiller, “Euforia Irrazionale”, Il Mulino, 2000): “It is frankly quite difficult to determine the causes of booms and busts in asset prices; psychological phenomena are no doubt important, as argued by Robert Shiller, for example”.

Un’ultima chiosa: un italiano molto smart – Gabriele Grego, CEO di Quintessencial Capital Management – ha dimostrato come lo “short selling” sia susseguente ad una fase intensa di studio delle società, dei bilanci e delle prospettive aziendali. Lo short aiuta a far emergere le frodi. Non è un caso che Grego sia stato in grado di portare alla luce la truffa ai danni degli investitori di Bio-on, società bolognese di bioplastiche già quotata all’AIM, fallita, i cui amministratori sono accusati di bancarotta fraudolenta.