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Il PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è un’occasione unica per l’intero Sistema Paese. E lo è ancora di più per il settore del green e delle rinnovabili. Attraverso i 191,5 miliardi assegnati all’Italia a titolo del Recovery and resilience facility – di cui 68,9 milioni in forma di sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi in prestiti – e i circa 30,6 miliardi del Recovery domestico, il Recovery Plan italiano dovrà infatti perseguire i tre obiettivi chiave di Next Generation UE. Cioè: il superamento della crisi generata dal Covid, lo sviluppo di un’economia più dinamica, competitiva, avanzata a livello tecnologico e inclusiva, e infine la transizione verde e digitale.

Cosa prevede il PNRR in fatto di rivoluzione verde e transizione ecologica

Il Piano, che si articola in sei missioni e 16 componenti, è in coerenza con i sei pilastri del programma Next Generation EU. Soddisfa i parametri fissati dai regolamenti europei, con una quota di progetti “verdi” pari al 40% del totale. Per la missione “Rivoluzione verde e transizione ecologica” vengono stanziati 68,6 miliardi. Sono diverse le aree di intervento: dalla produzione energetica alla gestione dei rifiuti, passando per idrogeno e mobilità sostenibile. Un’ulteriore linea d’intervento prevede incentivi fiscali per incrementare l’efficienza energetica di edifici privati e pubblici, assieme alla proroga del Superbonus 110% al 2023. Spazio anche alle infrastrutture idriche, con l’obiettivo di ridurre le perdite nelle reti per l’acqua potabile del 15%, e alla riduzione del dissesto idrogeologico.

Infrastrutture e mobilità sostenibile sono solo alcuni degli obiettivi del PNRR

Sul fronte di infrastrutture e mobilità sostenibile l’obiettivo del PNRR è consentire lo sviluppo razionale di una infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile ed estesa a tutte le aree del Paese.

Le azioni previste vanno dallo sviluppo dell’alta velocità alla modernizzazione delle linee ferroviarie regionali. Fino agli investimenti sui porti verdi e sulla digitalizzazione della catena logistica. Spazio anche all’installazione di stazioni di ricarica, sviluppando circa 40 stazioni di rifornimento, prioritariamente in aree strategiche per i trasporti stradali pesanti. E al rafforzamento della mobilità ciclistica, realizzando 570 km di piste ciclabili urbane e 1.250 km di piste ciclabili turistiche. Inoltre, il PNRR stanzia risorse per il rinnovo del trasporto pubblico locale, con l’acquisto di bus a bassa emissione, e per il rinnovo di parte della flotta di treni per il trasporto regionale con mezzi a propulsione alternativa.

Investimenti e riforme per l’economia circolare previsti dal PNRR

Uno degli obiettivi del PNRR è migliorare la rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani e realizzare nuovi impianti di trattamento e riciclo. Arrivando a riciclare il 55% di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee). L’85% di carta e cartone. Il 65% dei rifiuti plastici (attraverso riciclaggio meccanico, chimico, “Plastic Hubs”).

E il 100% di recupero nel settore tessile tramite “Textile Hubs”. L’Italia ad oggi è ancora lontana dal raggiungimento di questi target. Ad esempio più del 50% dei rifiuti plastici viene raccolto come “Rifiuti Plastici Misti” e quindi non recuperato ma utilizzato per il recupero energetico o inviato in discarica. Inoltre, verrà sviluppato un sistema di monitoraggio su tutto il territorio nazionale che consentirà di affrontare tematiche di “scarichi illegali” attraverso l’impiego di satelliti, droni e tecnologie di Intelligenza Artificiale. La nuova strategia nazionale per l’economia circolare verrà adottata entro giugno 2022.

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Tra gli obiettivi del PNRR c’è quello di riciclare il 65% dei rifiuti plastici

Gli investimenti nelle rinnovabili secondo il PNNR

Il piano prevede importanti investimenti nelle fonti rinnovabili, semplificando le procedure di autorizzazione nel settore. La linea di intervento ha l’obiettivo di potenziare la capacità produttiva con nuovi 6 GW, migliorare la resilienza la rete elettrica e digitalizzare le infrastrutture di trasmissione e distribuzione dell’energia. 1,10 miliardi andranno al settore dell’agrivoltaico con l’obiettivo di installare 1,04 GW di impianti. Una seconda linea di investimento è destinata alla “Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’auto-consumo”.

2,20 miliardi in tutto per sostenere la realizzazione di circa 2 GW di nuova capacità rinnovabile in configurazione distribuita. Altri 680 milioni sosterranno la realizzazione di sistemi di generazione energetica off-shore (200 MW), che combinino tecnologie ad alto potenziale di sviluppo con tecnologie più sperimentali (es. impianti a moto ondoso), in assetti innovativi e integrati da sistemi di accumulo.

“Parco Agrisolare”, un progetto contenuto nel PNRR

L’Italia è tra i paesi con il più alto consumo diretto di energia nella produzione alimentare dell’Unione Europea (terza dopo Francia e Germania). I costi energetici totali rappresentano oltre il 20% dei costi variabili per le aziende agricole, con percentuali più elevate per alcuni sottosettori produttivi. L’intervento proposto mira a raggiungere gli obiettivi di ammodernamento e utilizzo di tetti di edifici ad uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale per la produzione di energia rinnovabile. Aumentando così la sostenibilità, la resilienza, la transizione verde e l’efficienza energetica del settore e contribuire al benessere degli animali. In particolare, il progetto Parco Agrisolare prevede incentivi all’installazione di moduli fotovoltaici in ambito agricolo ma senza consumo del suolo.

L’obiettivo è incentivare l’installazione di pannelli solari su una superficie complessiva di 4,3 milioni di m2, con una potenza installata di circa 0,43GW.

Il PNRR ha previsto un progetto “Isole verdi

La transizione ecologica toccherà anche le piccole isole. Gli investimenti saranno concentrati su 19 di queste, che faranno da “laboratorio” per lo sviluppo di modelli “100% green” e auto-sufficienti. Gli interventi, specifici per ciascuna isola, interesseranno la rete elettrica e le relative infrastrutture per garantire la continuità e la sicurezza delle forniture e facilitare l’integrazione di fonti rinnovabili. Procederanno secondo una logica integrata di gestione efficiente delle risorse. Esempi sono l’ottimizzare della raccolta differenziata dei rifiuti, impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, dispositivi di accumulo, smart grids, sistemi innovativi di gestione e monitoraggio dei consumi, integrazione del sistema elettrico con il sistema idrico dell’isola, sistemi di desalinizzazione, costruzione o adeguamento di piste ciclabili e servizi/infrastrutture di mobilità sostenibile.

obiettivi green PNRR
Il PNRR prevede importanti investimenti nelle fonti rinnovabili

Il ruolo dell’idrogeno nel PNRR

Un ruolo rilevante è riservato all’idrogeno.

Dal luglio 2020 la Strategia europea prevede una forte crescita dell’idrogeno verde nel mix energetico per far fronte alle esigenze di progressiva decarbonizzazione di settori con assenza di soluzioni alternative (o con soluzioni meno competitive). La strategia europea prevede un incremento nel mix energetico fino al 13-14% entro il 2050. Con un obiettivo di nuova capacità installata di elettrolizzatori per idrogeno verde pari a circa 40 GW a livello europeo. L’Italia, in linea con questa strategia, intende promuovere la produzione e l’utilizzo di idrogeno attraverso progetti flagship per l’utilizzo del vettore nei settori industriali hard-to-abate e nei trasporti. E tramite la creazione di “hydrogen valleys”. Per questo al settore sono riservati 3,19 miliardi.