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Dopo un primo semestre record, i mercati azionari hanno un po’ tirato il freno all’inzio di luglio, mostrando cautela in ottica inflazione e per una variante delta che potrebbe mettere a rischio i piani di riapertura. 

Gli investitori continuano a preferire i titoli cosidetti value, cioè con crescita moderata degli utili, rispetto ai titoli di crescita o growth. Questi ultimi hanno tassi di crescita molto elevati e di conseguenza sono molto sensibili al costo del capitale e alle manovre delle banche centrali. 

Nonostante l’incertezza osservata sui mercati, molti analisti puntano ancora su portafogli a trazione azionaria.

É il caso di BlackRock, uno dei più importanti asset manager al mondo, che punta su titoli “a valutazioni moderate”. 

Rimaniamo sulle azioni poiché prevediamo che la ripartenza acceleri di nuovo e i tassi di interesse rimangano bassi. Siamo inclini verso la ciclicità e manteniamo un orientamento verso i titoli di qualità”, affermando dalla casa d’investimento. 

Ecco alcuni dei comparti più attenzionati a Piazza Affari nel corso della settimana: 

A Piazza Affari Opec+ spinge il petrolio a massimi pluriennali

In un raro scontro durato tutto il fine settimana, il cartello dei Paesi produttori di petrolio e gli alleati (Opec+) non è riuscito a trovare un accordo sull’aumento della produzione, in un momento in cui l’offerta non riesce a stare al passo della domanda di combustibili. 

Il cartello ha votato per aumentare la produzione di circa 2 milioni di barili al giorno da agosto a dicembre 2021 e per poi estendere gli attuali tagli alla fine del 2022, ma la proposta ha incontrato le obiezioni degli Emirati Arabi Uniti.

Gli Emirates non sono contrari ad aumento dei barili sul mercato, ma hanno suggerito di rinviare l’estensione dell’accordo sulle forniture ad un altro meeting chiedendo revisioni al livello di base utilizzato per calcolare le quote.

Secondo molti analisti, l’organizzazione allenterà i limiti all’offerta aumentando la produzione di greggio ad agosto, ma intanto la ‘guerra’ interna al cartello ha innescato un forte rialzo dei prezzi del greggio, i quali hanno toccato i massimi dal 2014. 

A beneficiare di questo stallo, sono stati titoli del comparto petrolifero come Eni, Saipem e Saras, che traggono profitto dall’aumento dei prezzi dell’oro nero. 

Le Banche a Piazza affari aspettano BCE

Gli istituti di credito sono il letimotiv di questo ultimo periodo, in quanto rispondono benissimo alle esigenze attuali di mercato le quali, come abbiamo detto prima, preferiscono i titoli con valutazione moderata. 

Inoltre, i bancari potranno tornare a dare i dividendi dopo l’ok della BCE che dovrebbe arrivare entro la fine di luglio. Questo non fa altro che dare più appeal al settore e in particolare a quei titoli che ‘staccano’ ritorni più alti come Intesa e Mediolanum. 

Ad accendere ulteriormente i fari sul settore, ci ha pensato Andrea Enria, presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, il quale, in un evento a Palazzo Mezzanotte a Milano, ha anticipato un inizio di tapering sul settore finanziario.

Stiamo lavorando a una graduale e cauta uscita dalle misure di sostegno e flessibilità garantite alle banche e il livello dei buffer patrimoniali verrà definito nelle lettere Srep che rifletteranno anche i risultati degli stress test che verranno resi noti a fine mese“, ha affermato Enria. 

In merito ai dividendi, la raccomandazione della BCE dello scorso anno è arrivata “nel mezzo della stagione delle assemblee societarie” con gli istituti che “erano già riusciti a pagare dividendi, prima della nostra raccomandazione”.

Grazie allo stop sulle cedole, la BCE ha evitato “una reazione prociclica che avrebbe portato ad aumentare la percezione del rischio”, ha concluso Enria.

Ulteriori sirene sono arrivate dal patron di Luxottica Leonardo Del Vecchio, che tramite la holding lussemburghese Delfin, ha rilevato una quota del 3,5% del capitale di Mediobanca arrivando ad una partecipazione totale del 19%, vicino alla soglia BCE del 19,9%. 

A questo punto è possibile che l’imprenditore, che ha anche il 5% di Ass.Generali, possa chiedere l’ok per arrivare al 30%, quota che vorrebbe dire l’inizio di un’Opa.

Secondo gli analisti della Sim milanese Equita, “la strategia di Del Vecchio in Mediobanca e Generali resta poca chiara”.