vaccini covid

Le notizie sull’efficacia dei vaccini contro il Covid-19 sviluppati da Pfizer-BioNTech, Moderna e da AstraZeneca-Università di Oxford e il seguente investimento di Berkshire Hathaway nel comparto pharma hanno dato una spinta ai mercati e ai titoli del settore farmaceutico nelle ultime settimane, con le azioni letteralmente volate subito dopo gli annunci.

A beneficiare meno – o per niente – di queste novità sui candidati vaccini sono state le società farmaceutiche italiane, con DiaSorin e Recordati su tutte, che hanno registrato performance non proprio entusiasmanti.

Gli andamenti in Borsa

Dall’inizio della pandemia in Italia, nei primi giorni di marzo, DiaSorin ha guadagnato oltre il 60% mentre Recordati ha messo a segno un più contenuto rialzo del 13%.

Ma, dal primo annuncio sui vaccini – di Pfizer-BioNTech, che aveva fatto sapere il 9 novembre che il proprio vaccino aveva raggiunto il 95% di efficacia –, il titolo di DiaSorin è praticamente invariato mentre quello di Recordati ha ceduto in Borsa il 4,6%.

Performance decisamente più negative rispetto a quelle di Pfizer (+8,6% dal 9 novembre) e di Moderna (+96%), direttamente coinvolte nella produzione di un nuovo vaccino contro il Covid-19.

Previsioni per il 2021

Ma quale futuro è atteso per le imprese del comparto farmaceutico in Italia? A rispondere è un report esclusivo di Fitch, secondo cui “il mercato farmaceutico italiano continuerà a espandersi nel medio-lungo termine, spinto dalla crescente domanda di cure per una popolazione che invecchia e dall’introduzione di nuove terapie innovative. Con il governo che ha deciso misure di lockdown mentre il Paese affronta la seconda ondata di infezioni da Covid-19, vediamo il settore sanitario soffrire a causa della sua incapacità di far fronte alla pandemia.

I costi sanitari vedranno un aumento poiché il governo ha sovvenzionato i costi di impatto, sostenuto dal carico della Banca Europea per gli Investimenti, e ha aumentato il deficit di bilancio per tenerne conto”.

Secondo gli analisti, una grande dimensione del mercato farmaceutico e una popolazione in gran parte in età pensionabile portano l’Italia a 71,5 punti su 100 nell’indice di rischio/rendimento dei prodotti farmaceutici innovativi. L’onere del debito del governo italiano ha costretto a concentrarsi sul contenimento dei costi all’interno del settore farmaceutico e sanitario del Paese, pesando sulla posizione complessiva del Paese, insieme allo scoppio del coronavirus, portando il punteggio dell’Italia appena al di sotto del punteggio medio regionale di 75,5.

Sul lato politico

“Noi di Fitch Solutions ci aspettiamo che il governo italiano sarà sottoposto a un controllo più rigoroso e alle critiche dell’opposizione nei mesi a venire. Le critiche al governo in Italia sono diminuite all’inizio dell’anno quando il governo ha affrontato una crisi nazionale essendo il primo Paese in Europa a subire una forte epidemia di Covid-19 all’inizio di marzo.

Il governo ha adottato misure rapide e dure, imponendo un rigoroso lockdown di due mesi che ha visto il tasso di mortalità del Covid-19 diminuire drasticamente entro giugno”, spiegano da Fitch.

La spesa sanitaria totale è stata rivista al rialzo e si prevede che raggiungerà i 163,8 miliardi di euro nel 2020, con un tasso di crescita del 3,8% in valuta locale. Questo dato è in aumento rispetto alla precedente previsione di Fitch di EUR159,5 a seguito dell’epidemia di Covid-19 che ha colpito il Paese.

“Prevediamo che i mercati farmaceutici saranno influenzati dalla pandemia da Covid-19 mentre le risorse sanitarie si spostano dalle operazioni quotidiane verso il trattamento dei pazienti con il virus. Questo punto di vista è guidato da una riduzione anticipata del lancio di nuovi farmaci, da un minor numero di prescrizioni e infine da una guida più bassa da parte delle principali aziende farmaceutiche. Di conseguenza, abbiamo rivisto al ribasso le nostre previsioni per i mercati chiave con un impatto più consistente sui Paesi che sono i primi ad adottare nuovi farmaci. L’Italia è un mercato che tende a essere in prima linea nei lanci farmaceutici e, pertanto, subirà un impatto relativamente significativo”.

I punti di forza

Tra gli aspetti positivi del comparto farmaceutico italiano c’è il contesto normativo italiano, basato sulle direttive dell’UE, che è uno dei più trasparenti al Mondo; una forte presenza di multinazionali farmaceutiche, anche nel campo della ricerca e sviluppo e produzione ed esportazioni; e la liberalizzazione delle vendite di prodotti OTC dal 2006.

I punti di debolezza

Sul lato delle negatività, ci sono le misure governative di riduzione dei costi, comprese le riduzioni dei prezzi dei farmaci da prescrizione, che limitano la crescita del mercato; ampie variazioni regionali nelle politiche di rimborso e partecipazione ai costi; importazione di restrizioni di prezzo da altri mercati sviluppati a causa della struttura del sistema dei prezzi in Italia; pressioni sui prezzi e rigidi criteri di valutazione che ostacolano il lancio di nuovi farmaci sul mercato italiano.

Le opportunità

Il potenziale di crescita del mercato dei generici è immenso, soprattutto perché la politica di contenimento dei costi del governo continuerà a spingere per l’espansione del mercato dei generici; una popolazione che invecchia continuerà a stimolare la domanda di medicinali di alto valore; la produzione e le esportazioni farmaceutiche vedranno una forte crescita nei prossimi anni, data una forza lavoro qualificata e una lunga esperienza, nonché il sostegno del governo.

Le minacce

La debolezza delle finanze pubbliche resta una minaccia per la sostenibilità del sistema sanitario pubblico; la situazione economica difficile spingerà potenzialmente il governo all’introduzione di ulteriori misure di contenimento dei costi per quanto riguarda la spesa per i farmaci.