trader al pc

Complice anche l’evoluzione di Internet, le piattaforme di trading hanno aumentato negli ultimi tempi in maniera esponenziale volumi e clienti. Le persone, vista anche la facilità con cui si può approcciare e operare, sono sempre più spinte a investire in trading con l’obiettivo di fare soldi. Eppure chi si approccia a questo mondo non deve dimenticare un dato molto importante: circa il 90% di chi fa trading finisce con perdere dei soldi. Ma perché accade questo?

Semplice, perché la maggior parte delle persone tende a commettere sempre gli stessi tipici 6 errori.

E non si tratta di errori tecnici, ma per lo più psicologici. Alcuni li commettono tutti, altri soltanto uno, ma basta per compromettere irrimediabilmente il portafoglio finanziario. Vediamo quali sono i 6 errori da non commettere nel trading secondo Guido Albi Marini, fondatore e presidente di Joe Ross fair trading e operatore professionista da 15 anni.

1. Operare senza una formazione né strategia

tablet e pc con grafici economici
tablet e pc con grafici economici fonte: pixabay

Sembra quasi una banalità. Ma molti fanno trading senza avere una minima strategia né pianificazione. Agiscono quasi a sensazione, come se sentissero che quel prezzo salirà o scenderà.

Operare senza una strategia, soprattutto in un periodo come questo dove i mercati sono rappresentati da un’estrema volatilità, significa giungere nel lungo periodo a morte finanziaria certa anche se magari nel breve qualche colpo siamo riusciti a metterlo a segno.

Purtroppo le varie pubblicità moderne puntano l’attenzione unicamente sui profitti e sulla loro facilità di ottenimento, creando soprattutto nei trader novelli una falsa percezione di quello che è il mestiere del trader che richiede anni di studio ed esperienza.

2. Concentrarsi sul segnale migliore in entrata senza valutare il giusto momento d’uscita

buy sell trading
buy sell trading fonte: pixabay

La maggioranza delle persone che operano nel trading investe la maggior parte delle loro energie mentali nella ricerca del segnale migliore per entrare in un trade tralasciando completamente la fase di uscita, che molto spesso è affidata alle sensazioni. Questo è un errore molto grave.

Entrambe le variabili, di entrata e di stop loss, hanno la medesima importanza in un’operazione di trading. Sarebbe molto meglio andare alla ricerca di un segnale non perfetto e sicuro ma accompagnato da un accurato studio del momento ideale in cui uscire anziché puntare su un segnale molto buono ma con un’uscita a sensazione.

3. Credere che i bravi trader non subiscano perdite

freccia perdita economica
freccia perdita economica fonte: pixabay

Le operazioni di perdita sono una costante nel trading. Anche per i professionisti. La differenza tra un trader professionista e un trader principiante sta nella sua capacità di saperle gestire riconoscendo il momento esatto in cui tali perdite significano che, per il mercato, la strategia approntata ha smesso di funzionare.

Infatti una strategia non è altro che la misurazione della reazione del mondo a un certo movimento di prezzi. A volte la reazione non avviene nel modo in cui ci si aspettava e il trader subisce una perdita. Solo un trader che ha studiato e ha anni di esperienza può capire l’esatto momento in cui accorgersi che la strategia non è più vincente e bisogna sostituirla con una nuova e profittevole.

4. Fare trade su operazioni ad alto rischio per il proprio livello

uomo con tasche vuote
uomo con tasche vuote fonte: pixabay

Il trading troppo rischioso è forse uno degli errori più importanti che i trader principianti commettono.

Se una piccola serie di perdite consecutive basta a prosciugare quasi completamente il portafoglio finanziario vuol dire probabilmente che il rapporto rischio/rendimento è troppo alto. Uno dei motivi per cui i trader principianti sono troppo aggressivi nelle operazioni è che non hanno una percezione realistica, pensando che una strategia aggressiva li faccia arricchire più rapidamente.

In realtà i migliori trader sono quelli più interessati a ottenere rendimenti costanti con un rischio gestibile anziché grossi e veloci profitti ma con un alto rischio che questa strategia comporta.

Approccio conservativo e obiettivi realistici sono il modo giusto per fare trading.

5. Non controllarsi dopo una perdita e cercare di recuperare velocemente

trader con tablet
trader con tablet fonte: pixabay

Altra situazione molto frequente è quando il trader che si trova con operazioni in perdita, prima di terminare la giornata in rosso, inizia a inventarsi nuove operazioni frutto soltanto di sensazioni e non di una base tecnica con lo scopo di recuperare ed evitare di finire la giornata in negativo. Il risultato sarà che, se andrà bene, il trader inizierà a operare a sensazione abbandonando la sua strategia di trading.

Se va male, il rischio a quel punto si raddoppia perché vuole e deve recuperare una doppia perdita. E se anche questa va male, a quel punto la discesa è inevitabile e il risultato sarà che il conto si azzererà in breve tempo.

6. Operare su mercati non adatti alla propria personalità

schermo andamento mercati
schermo andamento mercati fonte: pixabay

In giro ormai soprattutto sul web si vedono tantissime pubblicità spesso “ingannevoli” che promettono facili risultati per spingere le persone a scegliere la propria piattaforma di trading.

Il trader è sottoposto a una costante informazione che spesso non gli permette di scegliere la piattaforma più adatta alla sua personalità. Non tutti i tipi di trading sono adatti a tutti.

Il modo di essere di una persona e di come gestisce il rischio è fondamentale nella corretta scelta di dove operare. Ad esempio per un tipo impulsivo è sconsigliato operare ogni giorno, sarebbe meglio tradasse su opzioni o spread. Al contrario una persona con una personalità molto calma può anche pensare di dedicarsi al trading ogni giorno con costanza.

Quindi è molto importante scegliere il corretto tipo di trading in base alla propria personalità.