Pensioni a 60 anni INPS

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno si fa sempre più frenetica l’attesa per conoscere le novità in tema di pensioni che saranno inserite nella nuova Legge di Bilancio. Nonostante l’emergenza coronavirus che sta occupando la maggior parte delle agende politiche, le forze di maggioranza sono comunque a lavoro confrontandosi anche con i sindacati di categoria.

Anche quest’anno così come gli anni scorsi l’esecutivo sta cercando di trovare le migliori soluzioni per rendere più agevole l’uscita dal mondo del lavoro degli italiani. E la Legge di Bilancio 2021 dovrebbe prevedere, tra le varie misure, la conferma dell’anticipo pensionistico di 7 anni, che sarà a carico dell’azienda stessa.

Di conseguenza, per tutto l’anno 2021, i dipendenti potranno andare in pensione già a 60 anni, beneficiando dell’anticipo di sette anni.

Ma tra le novità che saranno inserite nella Legge di Bilancio 2021 e che sono già state confermare troviamo le proroghe di Opzione donna e Ape Sociale oltre al potenziamento dei contratti di espansione.

Pensione a 60 anni nel 2021: l’isopensione

L’isopensione è uno dei canali di uscita al pensionamento anticipato formulati nel 2012 dalla legge Fornero e che dovrebbe essere confermata anche il prossimo anno.

L’isopensione o l’incentivo all’esodo Fornero è un meccanismo che prevede che il dipendente smetta di lavorare, ma il datore di lavoro continua a pagargli una prestazione di importo pari al trattamento previdenziale mediante il versamento dei contributi INPS.

Anche se il dipendente smette di lavorare prima, il dipendente ha il diritto di maturare l’assegno pensionistico di importo “pieno”.

L’incentivo all’esodo Fornero richiede l’espletamento di una procedura di accordo sindacale attraverso la quale il datore di lavoro invia la domanda all’INPS, unitamente a una garanzia fidejussoria bancaria.

Sarà poi l’INPS a erogare la prestazione al lavoratore. Pertanto, come anticipato dalla Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, il Governo inserirà nella prossima Legge di Bilancio la conferma dell’uscita anticipata di 7 anni per tutto il 2021.

I lavoratori potranno continuare a andare in pensione già a partire dai 60 anni di età. In ogni caso, tutti i lavoratori dipendenti sono liberi di aderire o meno all’isopensione.

Scritta 2021 su monete
Scritta 2021 su monete (Fonte: Pixabay)

Quando andare in pensione a 60 anni?

Il meccanismo dell’isopensione prevede un anticipo pensionistico di 7 anni ed è attualmente interamente a carico dell’azienda.

Dato che l’accesso alla pensione è previsto a chi ha 67 anni, con l’Isopensione è possibile andare in pensione già a partire dai 60 anni di età, con un anticipo previdenziale di 7 anni.

La decorrenza della prestazione di esodo anticipato parte dal primo giorno del mese successivo a quello della fine del rapporto di lavoro.

Il beneficiario della pensione deve presentare la domanda previdenziale visto che non è prevista la trasformazione dell’isopensione in pensione di quiescenza.

Ad ogni lavoratore che accede alla pensione anticipata di 7 anni spetta un assegno pari all’importo del trattamento pensionistico che teoricamente gli spetterebbe al momento di cessazione del rapporto di lavoro.

Si ricorda che l’isopensione rimane operativa fino al 31 dicembre 2020.

uomo versa moneta in vasetto pensione
Uomo versa moneta in vasetto pensione (Fonte: Pixabay)

L’isopensione non ha mai riscosso grande successo tra i datori di lavoro

Il meccanismo dell’isopensione non ha mai riscosso grande successo tra i datori di lavoro. L’intero carico finanziario che ricade sulle spalle degli imprenditori è ritenuto troppo dispendioso e impegnativo da sostenere in termini economici.

Ecco quindi che spesso per “prepensionare” la forza lavoro più anziana in alternativa alla tradizionale isopensione si usa il contratto di espansione emanato con la legge 58/2019. Questa prestazione è preferita dai datori di lavoro perché sicuramente più economica da sostenere per un azienda rispetto a quanto può esserlo l’isopensione cui l’intero periodo di 7 anni è a carico proprio.

Retirement plan
Retirement plan (Fonte: Pixabay)

Come funziona il contratto di espansione

Il contratto di espansione è un accompagnamento al pensionamento dalla durata di 5 anni.

Inizialmente era prevista per i lavoratori in uscita da aziende sopra i 1.000 dipendenti, ma nel 2021 diventeranno 500. Prevede che l’azienda paghi un’indennità economica commisurata alla pensione maturata al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

La differenza principale rispetto all’isopensione sta nel fatto che il datore di lavoro non è tenuto a versare anche la contribuzione correlata allo stipendio perduto per tutta la durata del contratto di espansione. Questo ovviamente si tramuta in un risparmio economico per il datore di lavoro ma anche ad un impoverimento della pensione del lavoratore che avrà versato meno contributi.

uomo fa calcoli con calcolatrice
uomo fa calcoli con calcolatrice (Fonte: Pixabay)

Previste anche le proroghe di Opzione donna e Ape Social

Un altro modo per uscire anticipatamente dal lavoro nel 2021 è opzione donna. Essa è riservata alle lavoratrici iscritte all’Ago (Assicurazione generale obbligatoria) o a fondi sostitutivi.

I requisiti pensionistici minimi per poter aderire ad opzione donna sono 58 anni d’eta per i lavoratori dipendenti e 59 per gli autonomi, oltre a 35 anni di contributi versati al 31 dicembre 2020.

L’opzione donna consente ovviamente di andare in pensione di vecchiaia con largo anticipo ma, di contro richiede di accettare un ricalcolo interamente contributivo dell’assegno previdenziale.

Questo per chi ha parecchi anni di contributi versati prima del 1996 può essere penalizzante sull’importo dell’assegno. Bisogna quindi sempre valutare bene prima di accettare.

donna legge dei fogli
donna legge dei fogli (Fonte: Pixabay)

Ape Social: come funziona

Prorogata per il 2021 anche l’Ape Social. Si tratta di un’indennità pagata interamente dallo Stato ma erogata dall’Inps per soggetti considerati in condizione di svantaggio previste dalla legge.

I requisiti minimi per usufruire dell’Ape social sono l’aver compiuto almeno 63 anni di età, aver versato dai 30 ai 36 anni di contributi a seconda dei casi e che non si sia già titolare di pensione diretta in Italia o all’estero.

Come anticipato, lo strumento è riservato esclusivamente ai lavoratori che versano in condizione di difficoltà, quali: disoccupati, invalidi uguali o superiori al 74%, addetti a mansioni cosiddette gravose contenute nel decreto 88/2017, caregivers, ovvero soggetti che assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave (Legge 104).

uomini fanno calcoli
uomini fanno calcoli (Fonte: Pixabay)