pandemia e mercato immobiliare intervista Fabiana Megliola - Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

La casa, nel corso del 2020, è stata un “rifugio sicuro”. Se questa espressione in passato veniva usata in riferimento alla sua capacità di salvaguardare il capitale investito, in questi mesi ha invece voluto significare capacità di proteggere dalla pandemia. Come l’emergenza sanitaria in atto ha influito sul mercato immobiliare? In questo momento di incertezza, quali sono le prospettive per il futuro? MomentoFinanza.it ha intervistato Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa.

Quali sono i trend del mercato immobiliare in atto, legati alle conseguenze della pandemia?

La pandemia ha rafforzato il desiderio di acquistare casa, tanto che dopo il lockdown primaverile le nostre agenzie hanno registrato una ripresa delle attività molto intensa.

Il confinamento tra le mura domestiche ha determinato la ricerca di abitazioni più ampie, possibilmente anche con spazi esterni. Si è dimostrato anche un maggiore interesse per le soluzioni indipendenti e per la casa vacanza. Quest’ultima, in particolare, ha registrato un aumento di compravendite nei primi nove mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. La ricerca di queste tipologie di abitazioni ha portato anche a uno spostamento verso l’hinterland e verso province dove è possibile trovarne con budget più contenuti.

Pandemia e mercato immobiliare: aumenta il desiderio di case indipendenti dotate di spazi esterni (Foto: Unsplash)
Aumenta il desiderio di case indipendenti dotate di spazi esterni (Foto: Unsplash)

Quali sono i “numeri” di mercato più significativi?

I numeri determinati dalla pandemia sono legati ai volumi di compravendite: nel primo semestre del 2020 le compravendite residenziali in Italia sono state 233.229, con un decremento del 21,8% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il calo ce lo porteremo fino alla fine dell’anno. Gli effetti della pandemia si sono iniziati a vedere sui prezzi anche se solo nel 2021 si avrà il polso della situazione.

Va segnalata anche una leggera contrazione nei primi nove mesi del 2020 della percentuale di acquisti per investimento, che si attesta sul 16,8% contro il 17,5% registrato nello stesso periodo del 2019.

Qual è lo scenario nelle grandi città?

Nel primo semestre del 2020 le quotazioni immobiliari nelle grandi città sono diminuite dell’1%. Si arresta così una crescita iniziata nel secondo semestre del 2017 e confermatasi nei semestri successivi.  In tutte le grandi città si registrano prezzi in ribasso. Ad eccezione di Milano e Verona, che mettono a segno un aumento rispettivamente del 2% e dello 0,4%. La città che ha visto la contrazione dei prezzi più importante è stata Genova con – 4,4% . I capoluoghi di provincia chiudono con un ribasso dei valori dell’1,4%, regge meglio l’hinterland delle grandi città con -0,2%. Queste ultime realtà, attirando chi non riesce ad accedere al mercato cittadino, avevano dato segnali di ripresa dei valori già nel semestre precedente. Adesso sono diventate maggiormente attrattive per chi è alla ricerca di maggiore spazio, indipendenza e aree verdi.

Pandemia e mercato immobiliare: Genova è la città italiana che ha visto la contrazione dei prezzi più importante (Foto: Pixabay)
Genova è la città italiana che ha visto la contrazione dei prezzi più importante (Foto: Pixabay)

La pandemia ha impattato anche sulle locazioni?

L’impatto maggiore si è registrato soprattutto sui canoni di locazione: lo smart working e la Dad nell’università hanno fatto si che diminuisse la ricerca di case in affitto da parte di lavoratori e studenti fuori sede. Allo stesso tempo molti proprietari che in passato avevano destinato i loro immobili allo short rent, oggi a causa del calo dei flussi turistici hanno deciso di immetterli sul canale residenziale, spesso  con contratti a canone transitorio. Questo ha determinato una calmierazione dei canoni di locazione che negli anni scorsi erano cresciuti in modo significativo a causa della domanda elevata e della bassa offerta.  Nel primo semestre del 2020 i canoni di locazione delle grandi città sono in diminuzione: -0,2% per i monolocali, -0,9% per i bilocali e per i trilocali.

Quali sono le prospettive per il futuro?

Per la fine dell’anno, nonostante un mercato che sembra essersi rimesso in moto grazie anche ai mutui convenienti, ci aspettiamo una contrazione di almeno 100 mila compravendite rispetto al 2019 ed un ribasso dei valori tra -3% e -1%.

Il 2021 potrebbe registrare un recupero nella seconda parte dell’anno. E chiudere in sostanziale stabilità, con alcune realtà con valori in ripresa. Inoltre, il nuovo trend della domanda che vede una maggiore richiesta di spazi esterni potrebbe determinare un incremento dei valori per gli appartamenti con giardino e terrazzo che, soprattutto nelle grandi città sono difficili da reperire. Dopo la fine del lockdown il mercato si è messo in moto velocemente, più di quanto ci aspettassimo, sorprendendo anche gli stessi operatori del settore. A fine 2020 faremo i conti con gli effetti della pandemia sull’economia italiana e sull’occupazione. Ma la nuova ondata in corso rende ancora più difficile fare previsioni . In questi mesi appena trascorsi abbiamo comunque visto un  mercato immobiliare vivo, che esiste. L’auspicio è che resista ancora.