mano poggia scritta gold su lavagna

L’oro corre e la gioielleria è in allerta. Dopo che la Bank of America ha pubblicato le sue nuove previsioni, pronosticando che nei prossimi 18 mesi il metallo potrebbe superare i 3000 $ l’oncia, il mondo dell’oreficeria e tutti quelli a essa collegati hanno iniziato a porsi non poche domande.

Sarà necessario rivedere il prezzo al pubblico, così da rientrare nei costi produttivi, oppure sarà preferibile rivedere il design delle proprie creazioni rendendole più accessibili al consumatore finale? Quesiti che avranno una risposta certa solo andando avanti nel tempo. Il rapporto BofA, titolato in modo piuttosto evocativo “The Fed can’t print gold”, riflette le conseguenze economiche dovute alla pandemia: “In seguito alla brusca contrazione della produzione economica le spese fiscali aumentano e i bilanci delle banche centrali raddoppiano”.

Uno scenario legato a insicurezze politiche e globali, quindi, che mette in discussione, in maniera neanche troppo indiretta, le dinamiche che hanno sempre ruotato intorno alla gioielleria.
Vediamo le 3 strategie chiave e i possibili scenari della gioielleria per far fronte a questa crisi.

1) L’oro sale: reazioni (e strategie) della gioielleria

collana e anello in oro femminile
collana e anello in oro femminile (Fonte: pixabay)

Come riporta WWD, infatti, il raddoppiare del valore dell’oro può portare a ripensare non solo il business, ma anche il design stesso dei preziosi.

Se la gioielleria raffinata potrebbe spingere verso un’estetica minimalista, è vero anche che l’aumento dell’oro potrebbe portare all’utilizzo di pietre semi preziose che possano conferire più estro al gioiello stesso. Accadde durante la seconda guerra mondiale, d’altronde, quando i metalli preziosi non erano immediatamente disponibili e alcune maison decisero di puntare su pietre come il citrino e l’ametista.

Un approccio che abbraccia in parte la filosofia di David Yurman, amministratore delegato e cofondatore del proprio marchio: “Attraverso il design creativo, l’ingegnosità e la tecnologia, possiamo adattarci a un ambiente in evoluzione e gestire costi maggiori – ha raccontato a WWD – Come rivenditore, possiamo ridurre i nostri margini per rimanere interessanti e competitivi.

Questo è il nostro piano”.

2) Approccio tradizionale e “futures”

artigiano lavora gioiello
artigiano lavora gioiello (Fonte: pixabay)

Ma non solo, perché c’è anche chi preferisce le tecniche tradizionali e lo stile classico a quello d’avanguardia, e non a caso.

È il pensiero di Noura Sakkijha, fondatrice di Mejuri, che ha dichiarato a WWD: “Le persone vogliono acquistare prodotti che durano nel tempo più che mai. I gioielli di tutti i giorni, piuttosto che i gioielli basati sulle occasioni, diventeranno la cosa che vuoi comprare, soprattutto visto l’aumento del prezzo. Per questo, se le persone vorranno comprare oro, passeranno a design più classici”.

Ma, al di là dei cambiamenti stilistici all’orizzonte, c’è una questione che non può non scaldare gli animi di orafi e gioiellieri: come fronteggiare la curva in ascesa dell’oro e i costi di produzione?

La soluzione sembra averla in tasca Sophie Kahn, cofondatrice di Aurate, che sempre a WWD ha sottolineato: “Una delle possibilità che la nostra produzione ci offre è quella di produrre con i prezzi attuali dell’oro, per poi pagare quando la merce viene venduta”.

“Così facendo, possiamo essere agili sull’aumento del prezzo dell’oro e su come tradurlo per il cliente finale”. In questo panorama si stima che, a seconda della manodopera coinvolta e del peso dell’oro, le creazioni di gioielleria potrebbero subire un aumento di prezzo tra il 5 e il 50%.

3) Oro e gioielleria: scenari futuri

gioiello in oro
gioiello in oro (Fonte: pixabay)

Uno scenario che non promette nulla di buono per la gioielleria, soprattutto se si fa un passo indietro e si osserva il quadro nella sua interezza. Già nel 2019, infatti, si era verificato un calo della domanda, molto probabilmente dovuto agli elevati prezzi raggiunti (soprattutto se espressi in valute differenti dal dollaro). Una flessione che, solo parzialmente, è stata compensata dagli acquisti da parte degli Etf con un aumento del prezzo spot pari a oltre il 18%.

A farci guardare avanti, oltre al rapporto BofA, è Sean Markowicz, strategist di Schroders, che nel suo report racconta molto di quanto potrebbe aspettarci: “La prospettiva di un calo prolungato dei mercati, di rendimenti reali bassi e di un’inflazione più elevata dovrebbero spingere al rialzo i prezzi dell’oro nei prossimi anni” e aggiunge che, in seguito alla crisi mondiale scaturita dalla pandemia, la domanda di oro in gioielleria potrebbe collassare a causa di una minor ricchezza popolare.

Come già accaduto in precedenza, tuttavia, ci si aspetta un aumento della domanda di oro per gli investimenti, proprio per far fronte a tale calo.

Non solo: è ipotizzabile che le banche, sulle orme di quanto già fatto nel 2008, potrebbero aumentare l’acquisto d’oro tanto per proteggere i bilanci quanto per diversificare rispetto agli asset negativi.