Firma mutuo

Dopo due anni di pandemia che ha messo in ginocchio i mercati, e in particolar modo, quello immobiliare, la ripresa sembra finalmente farsi sentire. E la recente modifica delle previsioni del 2021 fatta dalla commissione UE sembra confermare il tutto.

L’Italia è tra i Paesi che sono stati oggetto di una revisione al rialzo: +6,2% di crescita contro il +5% iniziale. Uno dei settori trainanti è senza dubbio quello immobiliare con i molteplici strumenti messi a disposizione dal Governo nel Decreto Sostegni Bis che si stanno rivelando decisivi per rivitalizzare l’intero comparto, compreso quello collegato dei mutui.

Boom mutui per l’acquisto della prima casa grazie ai giovani. Crollo delle surroghe

L’introduzione del Decreto Sostegni Bis ha contribuito a vivacizzare la domanda di mutui per l’acquisto della prima casa in modo particolare per i giovani al di sotto dei 35 anni di età. Infatti sono proprio loro a spingere la ripresa verso numeri ben diversi rispetto a qualche mese fa; grazie ad una fiscalità decisamente favorevole, a una serie di misure che consentono di accedere a un mutuo anche se non si dispone di alcun anticipo o di un anticipo esiguo, ma anche a tassi d’interesse che sono tra i più bassi di sempre nonostante la pandemia e la crisi dei mercati.

Gli ultimi numeri che raccolgono i dati del mese di Settembre e resi noti dall’Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it mostrano ancora una crescita vertiginosa di accesso ai mutui con la finalità di acquisto della prima casa. Si è passati dal 59,8% del secondo trimestre dell’anno, ad un 68,6%. Si pensi che due anni fa nello stesso periodo le richieste di mutui arrivavano al 31,7%.

E la crescita si concentra soprattutto nelle regioni meridionali visto che a guidare la classifica sono Sicilia, Calabria, Campania e Puglia.

Ma accanto alla crescita a due cifre delle richieste di mutui con finalità prima casa troviamo anche il corrispondente crollo delle surroghe, ormai sempre più giù. Gli ultimi dati parlano di un soli 21% del totale rispetto al 46% dello scorso anno.

Ma oggi è ancora conveniente accendere un mutuo in Italia? Ad oggi si, alla luce delle agevolazioni contenute del Decreto Sostegni Bis e dei tassi bassi. Ma in futuro prossimo potrebbe non essere più così perché i tassi sono già in risalita.

Tassi in aumento nei prossimi mesi. Meglio affrettarsi

A quanto pare la stagione dei tassi d’interesse ai minimi storici per i mutui sta per finire e da qualche settimana si sta assistendo ad un lieve rialzo soprattutto per quelli a tasso fisso.

Il motivo è da ricercare soprattutto nell’inflazione che, nell’Eurozona, sta registrando un forte aumento, principalmente a causa dei rincari energetici e che sta tornando a condizionare anche i mutui. Secondo i dati diffusi dall’Istat, l’inflazione nel nostro paese ha segnato una nuova accelerazione ad ottobre (+2,9%), in crescita per il quarto mese consecutivo, portandosi così da una variazione negativa registrata a dicembre 2020 ad una crescita di un’ampiezza che non si registrava da settembre 2012 (quando fu pari a +3,2%).

Per l’andamento dei tassi sui mutui il termometro da tenere in considerazione sono gli indici Eurirs che si riflettono direttamente su quelli a tasso fisso. Se all’inizio del 2021 erano a -0,02% oggi sono a 0,5%. Un salto notevole. Era dal 2013 che non si toccavano valori così alti. L’Eurirs è legato principalmente a due parametri: il Bund tedesco, considerato il titolo di Stato di maggiore affidabilità in Europa, e i dati sull’inflazione dell’Eurozona. In particolare, se andiamo a vedere le ultime stime sull’inflazione ecco che il timore di ulteriori rialzi dell’indice nei prossimi mesi diventa altamente probabile. E tutto questo significa mutui più cari.

Dunque chi sta pensando di acquistare casa facendo ricorso al mutuo (in particolare quelli a tassi fisso), deve approfittare di questa fase che tutto sommato è ancora positiva e agire in questo momento.

Le agevolazioni contenute nel Decreto Sostegni Bis e le condizioni di mercato che rimangono infatti favorevoli spingono a non aspettare. Farlo potrebbe diventare costoso, perché nel 2022 è probabile ci sia un ulteriore rialzo dei tassi.