mutui-giovani-senza-anticipi

Nella bozza del decreto “Sostegni bis” è stata inserita una misura molto interessante per i giovani under 36 che intendono accendere un mutuo che finanzi l’acquisto di una prima casa.

L’agevolazione sarà attivabile per tutti gli atti stipulati fino al 31 dicembre 2022. Questa è relativa ai finanziamenti concessi ai giovani che non hanno ancora compiuto 36 anni e finalizzati all’acquisto della prima casa, pari al 100% del costo dell’immobile e fino a un massimo da 250 mila euro. Tutto questo a prescindere se i giovani hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato o meno.

Godranno infatti della garanzia dello Stato.

La misura va a rispolverare il fondo di garanzia varato nel 2014 e rifinanziato nel 2020. Ma per assicurarne il successo stavolta il Governo ha voluto puntare su due modifiche sostanziali: target più mirato, i giovani under 36 appunto, e garanzia dello Stato fino al 100% del valore dell’abitazione, con un massimale di 250 mila euro, e non più solo al 50% come in passato.

Mutui per i giovani senza anticipi e tasse: come funziona

Ma in cosa consiste l’agevolazione? La misura contenuta nella bozza del decreto “Sostegni bis” prevede ai giovani under36 di non pagare l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale in caso di acquisto della prima casa. Inoltre nel caso in cui la transazione sia assoggettata ad Iva, è previsto un ristoro pari all’Iva pagata. Insomma un bel risparmio.

Mutui per i giovani senza anticipi e tasse: quanto si risparmia

Volendo quantificare il risparmio medio per un giovane che intende acquistare una casa usufruendo dell’agevolazione dobbiamo partire da una distinzione, ovvero se l’acquisto avvenga da un privato o da un’impresa.

Se avviene da un privato l’acquirente deve pagare l’imposta di registro pari al 2% del valore catastale dell’immobile, l’imposta ipotecaria e quella catastale, pari a 100 euro totali. A questi costi si aggiunge l’imposta sostitutiva su finanziamenti, pari allo 0,25% del valore del mutuo concesso dalla banca.

Se vogliamo fare un esempio prendendo in considerazione un costo di un immobile da una cifra media di 150mila euro, il giovane risparmierebbe 1.542 euro di imposta di registro più 100 euro per le due imposte ipotecarie e catastale. A questi si aggiunge l’imposta sostitutiva sul mutuo che, per un finanziamento da 150.000 euro, è pari a 375 euro. Sommando il tutto se la bozza del decreto verrà approvata, un giovane risparmierebbe con queste condizioni ben 2.017 euro. Cifra a cui si deve aggiungere il risparmio ottenuto dalla riduzione dell’onorario del notaio.

bilancia-con-casa-e-sacchetti-soldi
Bilancia con casa e sacchetti soldi (Fonte: Pixabay)

Quanto si risparmia da un’impresa

Leggermente diverso è il discorso se l’immobile è di nuova costruzione e viene acquistato da un’impresa. In questo caso il giovane acquirente oltre a risparmiare sulle imposte di registro, ipotecaria e catastale (600€) e sull’imposta sostitutiva sui finanziamenti (0,25% dell’importo finanziato), godrà anche di un credito d’imposta per l’IVA pagata sul valore dell’immobile.

Il credito non dà luogo a rimborsi. Come specifica la bozza del decreto può essere portato in diminuzione dalle imposte di registro, ipotecaria, catastale, sulle successioni e donazioni dovute sugli atti e sulle denunce presentati dopo la data di acquisizione del credito, ovvero può essere utilizzato in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche dovute in base alla dichiarazione da presentare successivamente alla data dell’acquisto o utilizzato in compensazione”. Anche in questo caso poi l’onorario per il notaio sarebbe ridotto.

L’impatto stimato della misura sui giovani

Si stima che l’impatto della misura potrebbe avere risvolti consistenti visto che sono circa un milione gli under 36 che potrebbero uscire di casa e quindi beneficiarne. Ci sono poi dati ancora più ottimistici che arrivano da un’analisi effettuata da Facile.itMutui.it. I due comparatori del web analizzando un campione di 120 mila domande di finanziamento giunte negli ultimi giorni, hanno appurato che quasi un terzo delle richieste è stata effettuata da giovani under 36.

Questo a voler dimostrare che c’è grande curiosità e attesa per l’approvazione della bozza del decreto “sostegni bis”.