Le banche stringono la cinghia

Settimana affollata sui mercati finanziari, dove in 48 ore sono state ben 17 le banche centrali che hanno
comunicato le proprie decisioni di politica monetaria. Tra queste, hanno fatto scalpore Fed e Banca
d’Inghilterra, e non solo perché sono le più rilevanti, ma perché hanno dato una sterzata alle politiche
adattate durante la prima era della pandemia. A Francoforte, la BCE si è mossa più lentamente, indicando
che terminerà gli stimoli a marzo 2022, ma non sarà la fine del quantitative easing.
Le misure delle banche centrali arrivano in un momento molto delicato per l’economia, alle prese da una
parte con i picchi d’inflazione e dall’altra con l’incertezza derivante dalla nuova variante Omicron, che si
sta diffondendo a macchia d’olio in tutti Paesi europei ma soprattutto in Regno Unito, dove i casi potrebbero arrivare ai 200 mila entro Natale.

Inizia la stretta

Con un’inflazione ai livelli del 1982, la Fed ha deciso di raddoppiare il ritmo del tapering uscire dal
programma di stimolo pandemico a marzo, e permettere un possibile aumento dei tassi d’interesse già nel
primo semestre 2022
. Almeno questo è quanto è stato indicato dalle indicazioni pubblicate insieme alla
dichiarazione di politica monetaria, con i membri del Fomc che vedono 3 aumenti nel 2022 e 2023, e due
rialzi nel 2024, il che porterebbe i costi di prestito al 2,1%.
Wall Street ha reagito più che positivamente con i principali listini saliti di circa il 2%, reazione che,
secondo Craig Erlam, senior analyst di Oanda, “rappresenta la fine delle aspettative di una svolta
hawkish, qualcosa che gli investitori hanno accolto a braccia aperte”.

Sorpresa BoE

Chi ha colto di sorpresa gli investitori è stata la Banca d’Inghilterra, che come regalo di Natale ha deciso
di aumentare il tasso d’interesse principale allo 0,25% nonostante le incertezze della nuova variante
sudafricana, segnalando di essere più avanti delle colleghe nel ritorno ad una politica monetaria ‘normale’.


Un aumento del tasso di 15 punti base non è niente. È più un avvertimento per tutti che è in corso un
ciclo di inasprimento e la banca centrale non chiuderà un occhio sull’inflazione”, afferma l’esperto del
broker londinese. “I mercati stanno scontando un ritmo di rialzo leggermente più veloce, con il tasso di
base che si avvicinerà a circa l’1% entro la fine del prossimo anno
”.

E Francoforte?

La BCE si è mossa più lentamente rispetto alle colleghe, dicendo di terminare il progrmma di stimolo
Pepp da 1.850 miliardi a fine marzo 2022 e di ridurre gli acquisti fino a quel termine. Dopo il programma
d’emergenza, gli acquisti di obbligazioni verranno sostenuti dall’APP, un programma parallelo da 20
miliardi mensili e che verrà raddoppiato per un trimestre.
La Banca sarà flessibile con tutti gli strumenti e apporterà gli adeguamenti necessari”, ha spiegato ancora
Erlam.

“Questo può sembrare ovvio, ma è progettato per evitare critiche e confusione in un momento in
cui le previsioni sono soggette a revisioni così significative. La flessibilità è la chiave”.

Londra città fantasma

Pub vuoti, e boom di cancellazioni. E’ questa la situazione nella capitale britannica, dove la variante
Omicron si sta diffondendo molto più rapidamente che nel resto del Paese, anche per il basso tasso di
vaccinazioni soprattutto tra gli under 40. I mercati finanziari non stanno considerando più di tanto la
situazione sanitaria, ma per il secondo giorno consecutivo il Paese ha registrato il tasso più alto di
infezioni dall’inizio della pandemia (88.376).

Secondo quanto dichiarato in settimana alla Camera dei Comuni dal ministro per la Salute Sajid Javid, i
contagi potrebbero aumentare fino a 200.000, motivo che ha spinto il governo a fare inversione a U sulle
restrizioni, reintroducendo quelle misure su distanziamento e mascherine eliminate ad inizio estate nel
famoso “Freedom Day”.
Intanto la Francia ha deciso di aumentare i controlli sui viaggiatori in arrivo dalla Gran Bretagna dopo il
forte aumento dei casi in UK legati ad Omicron, con altri Paesi europei che potrebbero seguire l’esempio.