smartphone con app tiktok

“Dovete investire almeno 100 dollari su questa azienda. Io ne ho investiti 1000 e ho guadagnato il 10%”: cantano, ballano, e parlano i Tik Tokers “investitori”, migliaia di ragazzi specialmente americani e canadesi, che dai loro profili inondano il social Tik Tok di consigli di investimento e attività finanziarie.

Un invito che in Italia sarebbe, di fatto, almeno in canali tradizionali, vietato, poiché le attività di sollecitazione all’investimento e di raccomandazione finanziaria è regolamentata da normative nazionali ed europee e controllata dalla CONSOB. Per questo motivo è impossibile trovare su un quotidiano un’analisi firmata che dica “consigliamo di acquistare azioni della Armadillo S.P.A”, ma potremo trovare formule informative, come ad esempio: “le azioni della Armadillo S.P.A.

negli ultimi anni sono salite del 17%”.

Gli investitori su TikTok spaziano da consigli di vita e di programmazione finanziaria, compensando la scarsa attenzione che viene data al tema nelle scuole, almeno in Italia, a veri e propri consigli di investimento su azioni, titoli, bond e valute. La differenza tra suggerimento ed informazione è ciò che distingue la raccomandazione, ovvero l’attività normata, che il nostro Stato non apprezzerebbe e a cui non regalerebbe un cuore.

L’attività finanziaria e l’asimmetria informativa, anche su TikTok

L’obiettivo, come per farmaci, tabacco, gioco, è, nella testa del legislatore, che le persone “non si facciano male”, o almeno, si facciano male in modo consapevole, avendo informazioni che permettono di discernere e compiere azioni il più consapevoli possibili.

L’informazione è uno strumento che aiuta la razionalità, ma se le persone e le decisioni fossero sempre e tutte razionali, non esisterebbe la nostra società, o almeno come la conosciamo noi. In una società popolata da persone razionali, ma anche intuitive, creative, deboli, coraggiose, emotive, incoscienti o geniali, la scelta di fornire informazioni il più trasparenti possibili va nella direzione di ridurre fenomeni di asimmetria informativa, una dinamica in cui una o più informazioni non sono equamente o integralmente condivise tra i soggetti che interagiscono, e dove uno dei soggetti può trarre un vantaggio.

Condizioni di asimmetria informativa si verificano in continuazione: quando acquistiamo un’auto usata, quando acquistiamo un biglietto del cinema (non sappiamo com’è davvero il film), o quando, mettendoci dalla parte dell’azienda, forniamo un’assicurazione ad un cliente, senza conoscere le sue abitudini o comportamenti.

L’asimmetria informativa è quindi un fenomeno pre-esistente, che può solo essere mitigato, almeno in quelli che sono i suoi effetti più negativi.

Smartphone con app TikTok
Smartphone con app TikTok (Fonte: pixabay)

Libertà di espressione, e anche di farsi male

In un contesto come quello di TikTok, dove la libertà di parola è pressoché assoluta, e dove le limitazioni (a parte rari casi) sono scarse, la diffusione di questi video è praticamente impossibile da impedire. E forse è un bene, perché con l’approccio da Stato-babysitter (gli americani direbbero “Nanny-State”, il nostro Paese non sembra aver formato così tanti esperti in pianificazione finanziaria.

La curiosità che suscitano questi contenuti potrebbe portare molti giovani ad interessarsi di finanza personale, di investimenti e economia. Elementi che fanno parte della nostra società e che troppo spesso vengono ignorati dalle famiglie e sono tuttora esclusi dai programmi scolastici.

Il rischio che qualcuno “si faccia male”, come direbbe una baby sitter, c’è e non va sottovalutato: la corsa all’oro di GameStop, lanciata dal forum Reddit, dimostra che è molto semplice incentivare anche milioni di persone, in poco tempo, ad effettuare investimenti più o meno rischiosi.

Un incoraggiamento alla trasparenza è arrivato dall’ESMA (Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) con l’obbligo di mostrare la percentuale di perdite degli investitori che aprono posizioni sui prodotti CFD (contratti per differenza), contratti in cui è sufficiente investire una percentuale limitata dell’intero valore dell’operazione. Queste percentuali rivelano numeri poco conosciuti, con una media del 60-70% di investitori in perdita.

Questo perché investire non è semplice, e nemmeno guadagnare. Richiede studio, informazioni, disciplina e anche un po’ di fortuna.

Copia gli investitori più bravi: la strategia dei TikTokers

“Investi in questa società, e copia quello che fanno gli investitori più ricchi”: questa è una delle frasi più comuni che si trovano su TikTok. L’approccio è quello del “copy”, una modalità di investimento creata dalle piattaforme per incentivare gli utenti all’investimento.

Esistono sia piattaforme che permettono di copiare gli investimenti di altri utenti della piattaforma, sia siti che rendicontano gli investimenti dei più grandi fondi o investitori americani, e anche quella sta diventando un percorso che incoraggia all’investimento.

Effettivamente quale miglior strategia per convincere una persona della bontà di una scelta, che quella di dire: lo fanno le persone di successo? La differenza tra un investitore “di successo”, o comunque professionale, è che la differenziazione del rischio può essere su più piattaforme, più mercati, persino più tipologie di prodotto (non solo borsa, ma magari private equity).

Insomma, la realtà è più complessa dei 15 o 30 secondi del balletto di TikTok, ma la buona notizia c’è: milioni di ragazzi si stanno incuriosendo ed innamorando dei mercati e una nuova cultura, più informata ed aperta all’economia, potrà portare solo benefici.