investimenti 2021 intervista a William Davies, Chief Investment Officer, EMEA presso Columbia Threadneedle Investments

Tre temi domineranno il panorama degli investimenti 2021: il vaccino contro il Covid-19, il quadro politico negli Stati Uniti e la Brexit. Dopo un anno tumultuoso e con notevoli incertezze che ci attendono, William Davies, Chief Investment Officer, EMEA presso Columbia Threadneedle Investments, presenta le sue prospettive per il 2021 in questa intervista.

La campagna vaccinale è iniziata, come incederà sulla ripresa?

I mercati hanno cominciato a proiettarsi oltre il breve termine e a concentrarsi sul panorama più roseo che ci aspetta all’indomani della ripresa trainata dai vaccini. Se prima i listini apparivano vulnerabili a qualsiasi impennata del numero di test positivi o delle ospedalizzazioni, ora sembrano più ottimisti.

Ad aprile, le nostre previsioni originarie erano che la ripresa avrebbe avuto una forma a “U”. E che l’attività economica sarebbe ritornata ai livelli pre-pandemia entro la fine del 2022. Tuttavia, l’elevata efficacia dei farmaci ci indurrebbe a credere che nel 2021 la ripresa dalla pandemia potrebbe essere più rapida del previsto. L’economia potrebbe quindi riprendere quota con un anticipo di addirittura nove mesi rispetto alle precedenti previsioni. Il che implicherebbe un ritorno ai livelli pre-pandemia già agli inizi del 2022 se non alla fine del 2021. L’essenziale per noi è rimanere investiti nelle società che supereranno la crisi. E che in ultima istanza beneficeranno della riapertura delle economie.

Quali settori “ripartiranno” per primi?

Si prospetta una potenziale esplosione della domanda inespressa nel 2021. Ci attendiamo che la crescita più rapida della spesa si registrerà nei settori che offrono “esperienze” più colpiti dalla pandemia (ad esempio, tempo libero e viaggi), piuttosto che in quelli delle “cose” (lavatrici e automobili). Un trend del resto già in atto da qualche anno.

Detto ciò, la ripresa assumerà forme complesse di cui sarà opportuno tenere conto. Potrebbe essere un errore ritenere che i viaggi in aereo e la permanenza negli alberghi torneranno ai livelli pre-crisi. La digitalizzazione dell’economia e la diffusione delle video conferenze rendono improbabile che i viaggi d’affari e la spesa aziendale torneranno ai livelli precedenti la pandemia. Pertanto, quando emergeremo dalla paralisi dovuta al Covid, alcuni gruppi alberghieri e alcune compagnie aeree orientati al settore aziendale potrebbero beneficiare in misura minore rispetto a società che puntano maggiormente sul tempo libero.

Il nuovo panorama politico statunitense sarà favorevole alle azioni e al credito?

Joe Biden si presenta come un leader più stabile e coerente. Crediamo che risanerà le divisioni interne e le relazioni internazionali. Il presidente eletto ad esempio ha accennato a un rientro nell’Accordo di Parigi sul clima. Favorendo così il riallineamento degli Stati Uniti con altre nazioni. Prevediamo inoltre che continuerà ad adottare una linea dura con la Cina, adottando tuttavia toni diversi e un approccio più coerente. Biden intratterrà sicuramente rapporti più produttivi con l’Europa, in particolare con Germania e Francia.

Ci troviamo in una situazione discretamente favorevole ai mercati azionari e obbligazionari e certamente positiva per utility, beni di prima necessità, immobili e tecnologia USA. Ma che potrebbe avere implicazioni negative per finanza, energia e salute.

Quali invece le prospettive dopo la Brexit?

Per il mercato azionario britannico, il 2021 riveste un’importanza cruciale. Il Regno Unito ha attraversato un periodo estremamente difficile, segnato dal permanere delle incertezze sulla Brexit, da turbolenze politiche e dalla pandemia. Le società del paese appaiono convenienti, come dimostra l’aumento delle operazioni di fusione e acquisizione. Ritengo quindi che qualsiasi notizia positiva, che si tratti di vaccino o di altro ancora, potrebbe innescare un rialzo delle azioni britanniche nel 2021.

In questo contesto, quali sono le tipologie privilegiate di investimenti 2021?

Data l’entità senza precedenti degli stimoli e degli interventi dei governi, il livello di indebitamento sarà superiore a quello registrato dopo il 2009. Ci troveremo quindi in un contesto di bassa inflazione, bassa crescita e bassi tassi d’interesse. Sarà improbabile che gli investimenti value tradizionali sovraperformino nel più lungo termine.

Tale contesto favorirà attivi a lungo termine e società caratterizzate da una crescita duratura. La volatilità rimarrà probabilmente elevata nel 2021, ma sarebbe un errore reagire istintivamente a forti movimenti dei mercati. Vediamo con favore un certo livello di rischio nel credito. Crediamo che sia meglio cercarlo nel segmento investment grade piuttosto che in quello high yield, più esposto a nostro avviso ai rischi legati a una maggiore leva finanziaria. Che diviene particolarmente pericolosa se abbinata a un’elevata leva operativa.