Blocchi legno decrescenti

Il 2021 sta portando con sé un protagonista che mancava da tempo: l’inflazione. L’aumento generale dei prezzi in Italia ha toccato nello scorso mese di ottobre numeri record che non si vedevano addirittura dal 2012 con la percentuale salita quasi al 3%.

Un picco toccato dopo 4 mesi consecutivi di aumenti. Sono diversi i motivi che hanno portato ad un escalation dell’inflazione: la repentina ripresa economica post-chiusure che ha causato un veloce approvvigionamento di materie prime con conseguente aumento dei prezzi di queste e, naturalmente, gli stimoli fiscali e monetari che i vari governi internazionali hanno stanziato per far fronte all’emergenza pandemica.

Inutile dire che tutto ciò sta comportando come conseguenze per le famiglie italiane un aumento in primis delle materie energetiche e quindi delle bollette di luce e gas. Poi un carrello della spesa più caro con una crescita dei prezzi dei beni alimentari e della cura della casa e persona.

Aumenti e ripercussioni sulle famiglie italiane che hanno mandato in allarme le principali associazioni dei consumatori, concordi con il stabilire che ci sarà una spesa extra di quasi 1.000 euro. ”Siamo in presenza di una vera e propria emergenza prezzi, con l’inflazione che ad ottobre si impenna al +3% realizzando una pesante stangata pari a +922 euro su base annua per la famiglia ”tipo” – dice il Codacons.

Ma se, come dicono gli analisti finanziari, tale fenomeno è destinato ad essere duraturo, uno degli asset più vulnerabili sarà anche quello dei risparmi.

Inflazione: gli effetti occulti sui risparmi

Se come visto è più facile quantificare gli effetti sui consumi, lo stesso non si può dire sui risparmi. Qui l’inflazione agisce quasi in modo occulto, e possiamo vederlo con un semplice esempio.

Se abbiamo sul nostro conto corrente una cifra di 10.000 euro ad un tasso di inflazione al 3%, questo significa continuare a vedere sulla home del nostro conto una cifra di 10.000 euro, ma anche aver perso 300€ in un anno in termini di potere di acquisto. In pratica con la stessa somma si possono comprare meno prodotti o servizi a causa dell’aumento dei prezzi.

Poco conveniente no? Per evitare tutto questo è necessario che i nostri risparmi abbiano un rendimento superiore all’aumento dei prezzi. Occorre ricercare quindi strumenti di investimento in grado di garantire una crescita superiore. Questo ovviamente porterà il risparmiatore ad una scelta: o accettare di perdere potere d’acquisto, o esporsi ad un rischio più alto.

Come evitare che vengano erosi dall’inflazione

Se un tempo depositare i nostri risparmi su un conto corrente rappresentava una scelta molto redditizia, oggi purtroppo non è più così. Averli lì fermi è come averli a casa visti i rendimenti davvero minimi. L’unica soluzione per evitare che il valore decresca a causa dell’inflazione, è convincersi ad investirli.

Una delle soluzioni potrebbe essere farlo in titoli di stato italiani come i BTP. Questi per loro natura prevedono un rendimento fisso semestrale, a cui si aggiunge un adeguamento pari all’inflazione italiana. Rappresenta la migliore scelta per chi vuole abbinare prudenza e rendimento, seppur contenuto.

Se guardiamo al medio e lungo periodo l’investimento azionario rappresenta invece ancora la scelta migliore con un rischio paradossalmente anche inferiore soprattutto se inserite in un contesto di allocazione strategica ben diversificata.

Infine un terzo modo di investire i propri risparmi per evitare che questi vengano erosi dall’inflazione è farlo in beni rifugio come oro o anche beni immobili. Investire una parte del portafoglio in questo tipo di strumenti consente da una parte di salvaguardare il capitale dall’inflazione, dall’altra di investirlo in modo tutt’altro che speculativo.