Imu 2020- Foto Pixabay

L’Imu 2020 è in scadenza, ma cosa cambia rispetto agli altri anni? A causa della pandemia da Covid-19 molti comuni hanno scelto di prorogare le scadenze.
Anche in forza di quanto previsto dal Decreto Rilancio, non è che ci sia stata una linea guida definitiva. Ma a dire il vero c’è davvero tanta confusione, anche se molta libertà è stata lasciata ai comuni.

Cerchiamo di fare chiarezza e spiegare bene cosa si sa ad oggi partendo proprio dall’inizio con il spiegare chel’Imu è l’imposta municipale unica che ha sostituito la vecchia ICI (imposta comunale sugli immobili).

Imu 2020: la disciplina dell’imposta

case su cui pagare l'imu - foto Pixabay
Immobili su cui pagare l’imu – Foto Pixabay

L’Imu si applica ai proprietari di immobili, escluse le abitazioni principali, cioè quelle che comunemente vengono chiamate “prime case”.
Rientrano tutti gli immobili classificati nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9 (immobili di tipo signorile o di lusso) di aree fabbricabili. L’Imu si applica anche sui terreni agricoli. Ad esempio vigneti, frutteti, seminativi e simili.

Di conseguenza è dovuta dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale: usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie. Ma viene pagata anche dal concessionario nel caso di gestione di aree di proprietà dello stato. Infine, nel caso del leasing immobiliare è a carico del locatario.

Imu 2020: le scadenze previste

banconote ed acconto imu - foto Pixabay
Pagamenti Imu in corso – Foto Pixabay

La data prevista per il pagamento dell’imposta è il 16 giugno 2020. Si tratta dell’acconto IMU e a pagarlo sono tutti i proprietari. Quindi, quando si compra una casa, c’è da considerare anche questa imposta da dover annualmente versare. Sempre che non si tratti di abitazione principale dove l’imposta è esclusa.

ll saldo finale invece, è da versarsi il 16 dicembre 2020. Ma questo è valido qualora si decidesse di dividere l’importo annuale in due rate. Il contribuente può decidere liberamente di pagare l’imposta in unica soluzione. Pertanto, i comuni inviano al cittadino i moduli affinché si possa provvedere al pagamento di una soluzione piuttosto che l’altra. Non sono previsti interessi diversi nel caso si decida di pagare in due rate, invece che in un’unica soluzione.

Imu 2020: qual è la situazione attuale?

Tasca svuotate dai pagamenti - Foto Pixabay
Imu pagata – Foto Pixabay

Come abbiamo anticipato lo Stato non è stato molto chiaro sulla questione versamenti. Il governo ha più che altro demandato ai singoli comuni la possibilità di scegliere come applicarla.
Se slittare le date di scadenza, ad esempio, o come gestire la parte finale di questa emergenza. Le amministrazioni comunali hanno la capacità di decidere se aumentare o meno l’aliquota.

Ma anche se applicare un aumento fino ad un massimo del 10,6 per mille. I comuni possono anche decide di ridurla fino all’azzeramento. Magari proprio per quelle famiglie che sono state più colpite dalle restrizioni dovute al Covid-19 o per quelle aziende che rischiano la chiusura definitiva.

La Fondazione IFEL ed il suo chiarimento

Istituto per la Finanza e l’Economia Local
Logo Ifel – Foto Pixabay

La Fondazione IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale) dell’Anci ha emanato un chiarimento. Il documento autorizza le amministrazioni locali a procedere con un eventuale differimento del pagamento della prima rata dell’Imu 2020.

Ma non solo! Lo schema prevede proprio la delibera ed i punti sull’IMU che il Comune e la sua giunta possono approvare. Il punto principale riguarda la non applicazione di sanzioni ed interessi nel caso di versamento dell’acconto IMU 2020 entro il 30 settembre 2020.

Questo è previsto limitatamente ai contribuenti che hanno registrato difficoltà economiche. Il tutto deve attestarsi entro il 31 ottobre 2020, a pena di decadenza dal beneficio, su modello predisposto dal Comune. Il comune può quindi disporre come vuole la redazione del documento che deve essere compilato dal cittadino.

Imu 2020: come è possibile pagarlo

Pagopa, il logo - Foto Pixabya
Il logo Pagopa – Foto Pixabay

L’Imu si può pagare attraverso diversi modi. Ad esempio con il classico modello F24 o con bollettino postale, che viene direttamente corrisposto dal Comune.

Il contribuente lo trova direttamente nella propria buca della lettere. E’ possibile effettuare il pagamento anche attraverso il sistema PagoPa. Si tratta di un sistema elettronico che permette di effettuare i versamenti verso la pubblica amministrazione, in modo sicuro.

Si possono effettuare i pagamenti direttamente sul sito, sull’applicazione mobile dell’Ente o attraverso i canali sia fisici che online di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP).
L’Imu è pagabile anche da casa comodamente con il servizio home banking. E non sono previsti costi aggiuntivi. Anche se possono pagarlo, per nostro conto, anche i commercialisti nel caso di attività commerciali.

I soggetti esenti dal pagamento Imu 2020

Mani che si stringono - Foto Pixabay
Gli alloggi sociali non pagano l’imu- Foto Pixabay

L‘Imu anche per il 2020 non si applica alla prima casa. Ma non si paga anche nel caso di alcune tipologie di immobili assmilabili alla prima casa. Tra questi rientrano:

  • le unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali;
  • l’unità immobiliare non locata posseduta da anziani e disabili ricoverati in case di cura o di riposo;
  • unità immobiliari delle cooperative a proprietà indivisa destinate a studenti universitari assegnatari, anche in assenza della residenza anagrafica;
  • un solo immobile non locato, posseduto dai soggetti appartenenti alle Forze armate, alle Forze di polizia, al personale dei Vigili del fuoco nonché a quello appartenente alla carriera prefettizia.
  • la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli.

Il settore turistico: quest’anno niente Imu

Settore turistico non paga l'imu - foto Pixabay
Il settore turistico colpito dal Covid- Foto Pixabay

Il settore turistico è senza dubbio uno dei settori più colpiti dal Covid-19. Per questo motivo il decreto Rilancio ha annullato la prima rata dell’Imu 2020. L’abolizione della prima rata IMU è destinata agli immobili classificati nella categoria catastale D/2. Tra questi rientrano: agriturismi, villaggi turistici, rifugi di monagna, colonie marine e montane, ostelli della gioventù, affitta camere. Ma anche case ed appartamenti per le vacanze, B&B e campeggi. Il requisito da rispettare è solo uno. Si può accedere all’agevolazione solo se il proprietario dell’immobile è il gestore dell’attività turistica. Questo è quello che si prevede in Italia fino ad oggi per l’anno 2020.