Giornale Business

Veniamo da un anno in cui l’economia mondiale ha registrato la peggiore contrazione dal secondo Dopoguerra. È vero, alcuni settori sono riusciti a beneficiare delle tendenze propiziate dal lockdown e dal distanziamento sociale, ma la maggior parte dell’economia tradizionale ha accusato un calo significativo a seguito della pandemia. Nonostante queste premesse, l’economia globale sembra aver imboccato la strada della ripresa”.

Ne è convinto Rocco Bove, Head of Fixed Income di Kairos Partners, che ha tracciato il bilancio dell’economia durante la crisi sanitaria causata dal coronavirus e il quadro macroeconomico in cui ci troviamo.

Nel report mensile della società di investimenti, Bove traccia un’analisi che parte dalla “contrapposizione” tra Main Street e Wall Street, “ovvero tra l’economia reale, che dopo la profonda recessione cerca un robusto recupero, e i mercati finanziari, sui massimi di sempre, grazie alle due imponenti reti di protezione dispiegate a livello globale, quella in campo monetario e quella in ambito finanziario”.

Rocco Bove Head of Fixed Income di Kairos Partners
Rocco Bove Head of Fixed Income di Kairos Partners (fonte: Kairos Partners)

Effetto Biden

Alla domanda su quale sarà l’impatto del nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, su economia e mercati, il manager della firm milanese risponde: È importante non tanto quanto vorrà e potrà fare la nuova amministrazione, quanto piuttosto su quale direttrice saranno indirizzate le risorse stanziate nel progetto di spesa. Per quanto riguarda gli importi, le prime indicazioni sono apparse in linea con le aspettative e i mercati non sono stati delusi. Sul versante invece dei target di spesa, il consenso ritiene che il focus possa essere, oltre che sulla lotta contro il Covid-19, sulle energie rinnovabili e sul climate change, aspetto che rafforzerebbe il trend globale alimentato in questo senso sia dall’Europa che, più di recente, anche dalla Cina”.

E sul versante delle politiche monetarie?

Le Banche Centrali continuano a offrire il massimo supporto garantendo liquidità ai mercati al fine di evitare che possano generarsi fattori di crisi nella trasmissione delle risorse agli istituti finanziari e, da questi, alle imprese e alle famiglie. Al momento appare ragionevole che i tassi vengano mantenuti calmierati nella parte breve e intermedia della curva. Emerge invece qualche perplessità sulle parti lunghe, alla luce anche del fatto che il rendimento del Treasury USA decennale è più che raddoppiato portandosi all’1,10% dai minimi di agosto (0,5%)”, ha precisato Rocco Bove.

L’Europa, invece, “è abbastanza in coda: basti pensare che il tasso del Bund tedesco a 10 anni negli ultimi mesi è sceso ulteriormente da -0,4% a -0,5%. Non a caso, come previsto, nella prima riunione 2021 il Consiglio Direttivo della BCE non ha intrapreso alcuna azione politica e ha confermato l’approccio orientato, da lungo tempo, all’allentamento monetario. Non va tuttavia dimenticato che, dal punto di vista fiscale, l’Europa è stata molto attiva con il varo del Recovery Fund e del Green Deal, gettando quindi le basi per un futuro davvero più “comune” tra i Paesi europei”.

Secondo Bove, però, ciò non va interpretato come un segnale preoccupante. Anzi.

“Si tratta di un movimento che indica un recupero dell’economia e, quindi, anche un fisiologico adeguamento dei tassi. In realtà, è incoraggiante perché indica che ci stiamo dirigendo verso una nuova normalità che guarda alla ripresa. È importante che tale recupero sia avvenuto sulla parte nominale e non reale dei tassi e, inoltre, che lo abbia fatto in modo graduale. Se un aumento di 50-60 punti base si materializza in sei mesi non desta alcuna preoccupazione sul mercato: diverso, e di molto, è se lo stesso rialzo avviene in due o tre settimane. Allo stesso modo, se i tassi dei Treasury decennali salissero in area 2% in modo graduale entro fine anno, costituirebbero probabilmente un problema per gli investitori a reddito fisso, ma segnalerebbero un quadro dell’economia in ottima salute”.

Quali sono le possibili insidie sulla strada del recupero?

“Chiaramente non si può prescindere dall’evoluzione positiva degli sviluppi della pandemia, con il piano vaccinale che produce gli effetti attesi in termini di immunità e con le cure sanitarie sempre più efficaci nel tempo.

Ovviamente, destano qualche preoccupazione le varianti del virus che potrebbero provocare dei contraccolpi alla salute delle persone e, a cascata, all’economia reale. Da questo punto di vista è piuttosto incoraggiante sapere che alla base di alcuni vaccini anti Covid-19 c’è la tecnologia medica che sfrutta l’mRNA tramite la quale è possibile abbreviare i tempi per predisporre eventuali soluzioni mirate per le nuove varianti del virus”.

La forza dell’euro “è un aspetto che merita attenzione anche perché non si può escludere un ulteriore indebolimento del dollaro americano, che avrebbe effetti non trascurabili sulle esportazioni italiane ed europee. Ritengo tuttavia che si potrà assistere ad un maggiore coordinamento tra le banche centrali affinché si eviti una possibile guerra valutaria. In tutti i casi, con i tassi di interesse che rimarranno bassi o negativi molto a lungo in tutti i Paesi sviluppati, le asset class rischiose risultano ancora favorite, sebbene siano più esposte a fasi di volatilità”.

La view di Allianz Global Investors

Di vaccini ed economia ha parlato anche Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors, che spiega: “I nostri dati aggregati hanno registrato il settimo rialzo mensile consecutivo, trainato essenzialmente dalla Cina e da altre economie asiatiche nonché dal settore manifatturiero. Dall’altro lato i dati macroeconomici relativi agli USA e al Regno Unito si sono indeboliti, non da ultimo per gli effetti negativi della pandemia. Nell’Eurozona, con ogni probabilità il recente sorprendente miglioramento non verrà confermato nel breve termine a fronte dell’inasprimento delle misure restrittive”.

Hans-Jörg-Naumer Director, Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors
Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors (fonte: Allianz Global Investors)

“In tale contesto, ci attendiamo un andamento altalenante della performance economica mondiale: nell’ultimo trimestre del 2020 e in questo primo trimestre 2021 la crescita dovrebbe attestarsi sotto il potenziale, mentre per il resto dell’anno possiamo sperare in un trend di incremento superiore al potenziale a seguito dell’avanzamento delle campagne di vaccinazione. Nel complesso confermiamo uno scenario di crescita “a radice quadrata invertita”.

Quindi, cosa fare con i propri soldi?

Sul fronte azionario, Naumer pone l’attenzione sui risultati delle società, attesi in crescita nei prossimi 12 mesi ma da tenere sott’occhio – in particolare da chi è poco esperto di azioni – mentre, sul lato delle obbligazioni, “dato il contesto, nei prossimi mesi i rendimenti dei titoli governativi dovrebbero rimanere ancora su livelli nel complesso modesti, nonostante il moderato aumento dei rendimenti a lungo termine, a partire dagli USA”.