Una clessidra che scorre

Il tempo è denaro e mai come oggi questo diventa l’elemento dirimente che può fare la differenza fra la vita e la morte di un’azienda. La liquidità è ossigeno per le attività imprenditoriali e serve subito.

Le piccole e medie imprese italiane, che da sempre sostengono l’economia dell’intero paese, hanno bisogno di denaro in tempi rapidi: occorre snellire le istruttorie, garantire tempi certi e rendere celeri le erogazioni effettive dei prestiti. Insomma, è necessario velocizzare l’intero iter che va dal deposito della domanda di finanziamento fino all’effettiva consegna del denaro.

Ecco come le nuove tecnologie sviluppate nel settore finanziario, attraverso la cosiddetta Fintech, possono giungere in aiuto abbattendo la burocrazia, abbreviando i processi di valutazione delle garanzie e riducendo i costi. Si otterrà così una rapida e più efficace circolazione ed allocazione dei flussi finanziari per poter finalmente scardinare quei meccanismi lenti e farraginosi che la nostra economia non può più concedersi il lusso di sopportare.

Le banche hanno perso il treno della digitalizzazione?

La tecnologia digitale ha già cambiato sensibilmente il nostro mondo. Dal cinema ai giornali, dai trasporti al commercio, fino ad arrivare al denaro ed ai servizi finanziari, non c’è settore economico che non sia stato coinvolto dalla digitalizzazione. Le banche tradizionali, tuttavia, sembrano aver perso questo treno.

Un treno digitale che corre
Treno digitale (fonte: pixabay)

Lo sanno bene le aziende che si rivolgono agli istituti di credito per chiedere un finanziamento anche di poche migliaia di euro, ma che si vedono costrette a fissare appuntamenti, discutere con referenti vari e compilare e depositare circa venti documenti tra dichiarazioni dei redditi, ultimi bilanci, bilanci previsionali, visure, stati patrimoniali, Durf, Durc, DM10, stato debitorio con l’Erario, certificazione della liquidità disponibile e fatture pregresse.

Un semplice click sullo smartphone potrebbe fare la differenza. La digitalizzazione eliminerebbe molti passaggi e si fornirebbero così servizi più affini ai bisogni della nostra moderna economia. Tutto ciò fa tornare alla mente una celebre frase di Bill Gates che già nel lontano 1994 si spinse ad affermare: “Banking is necessary, banks are not” che possiamo tradurre in “I servizi bancari sono necessari, non le banche”.

Perché il Fintech vince sulle banche tradizionali

La fintech è per il sistema finanziario ciò che l’e-commerce è stato per il settore della vendita al dettaglio: una rivoluzione incentrata sulla semplificazione della user experience.

Tutte le aziende operanti nel settore fintech sono riuscite a velocizzare e facilitare le loro procedure digitalizzando completamente tutti i passaggi previsti. Oltre a spingere forte sulla tecnologia, le aziende fintech sono state capaci di avvantaggiarsi grazie a strutture molto più snelle e semplificate rispetto a quelle del settore bancario. Configurazioni che consentono di giungere a decisioni più rapide, senza la necessità di dover passare attraverso il parere delle innumerevoli figure professionali strutturate nei molteplici livelli gerarchici rigidamente inquadrate e dislocate nelle numerose filiali del territorio.

Uomo guarda il tablet con un caffè
Uomo guarda tablet con caffè (fonte: pixabay)

A ciò si aggiunga che le aziende fintech hanno scelto di concentrare tutte le loro risorse su pochi e determinati servizi, andando ad occupare specifici settori di mercato ben individuati, scegliendo fra la gestione dei fondi o i sistemi di pagamento, il trading o i finanziamenti, le assicurazioni o il crowfounding, rigettando il modello di una banca “tuttofare” che, nel tempo, si è rivelato un vero e proprio boomerang ed un ostacolo nel soddisfare le esigenze di una economia globalizzata ed ipercompetitiva.

Prestiti 10 volte più veloci col Fintech Lending

In Italia esistono già solide realtà operanti nel settore del fintech lending che hanno una procedura estremamente semplificata, che si svolge completamente on line e con firma digitale. Questo senza doversi recare presso alcun ufficio e senza dover compilare innumerevoli scartoffie o redigere infinite pile di documenti.

fintech lending
fintech lending (fonte: pixabay)

Le imprese in cerca di liquidità possono accedere ai portali dedicati e richiedere il finanziamento semplicemente compilando con i propri dati un modello predefinito e caricando l’ultimo bilancio o l’ultima dichiarazione dei redditi.

La piattaforma è sempre accessibile ed in soli due minuti, un’azienda riesce a terminare la propria richiesta di finanziamento operando in totale autonomia, senza la necessità di doversi avvalere dell’aiuto di consulenti specializzati come avvocati o commercialisti.

Entro ventiquattro ore la domanda viene analizzata e valutata attraverso la procedura telematica di controllo del merito creditizio “SIC” che, in tempo reale, evidenzia eventuali morosità. Se sussistono tutti i requisiti previsti, l’azienda riceve la risposta positiva e nei tre giorni successivi ottiene l’erogazione del credito.

Secondo lo studio elaborato nel 2018 dalla società di consulenza McKinsey, “The lending revolution: how digital credit is changing banks from the inside”, grazie ad una procedura così snella e semplificata si può velocizzare l’iter tradizionale di almeno dieci volte.

Banche e Fintech: collaborazione necessaria

Per garantire un sostegno concreto ed efficace all’economia del nostro paese, le banche sono chiamate a cogliere tutte le opportunità che la tecnologia riesce ad offrire. È necessario che le casse di credito si rinnovino e si semplifichino, anche sfruttando la strada evidenziata dalle aziende del fintech, con l’obiettivo di far arrivare velocemente il denaro laddove serve.

una stretta di mano
stretta di mano (fonte: pixabay)

In tale ottica, banche e start-up potrebbero intraprendere una stretta collaborazione, dando vita ad un dialogo adatto a facilitare la crescita e lo sviluppo di una cultura dell’innovazione nei servizi finanziari che oggi appare sempre più indispensabile.

Alcuni istituti bancari hanno già iniziato a rivolgersi concretamente al settore fintech attraverso finanziamenti, partnership e con l’acquisizione di alcune fra le start-up più interessanti. Ne sono esempi la stretta collaborazione fra “Banca Sella” e la start-up “Conio” ed il cospicuo investimento di “Banca Generali” nell’azienda fintech “Credimi”.

Comunque sia, è evidente come la tecnologia compia ogni giorno passi da gigante anche in ambito finanziario e le nostre aziende non possono più accettare di sottostare a vecchie e polverose procedure del tutto inefficienti.

Un possibile scenario

Qualsiasi banca, passando attraverso la tecnologia e la semplicità strutturale delle aziende del fintech, potrebbe agire addirittura come una sorta di prestatore di ultima istanza. Questo specifico sistema di collaborazione sarebbe in grado di sfruttare il privilegio degli istituti di credito che gli consente di avere un accesso praticamente illimitato al denaro a costo zero, garantito dalla Banca Centrale Europea.

acqua che scorre da rubinetto
acqua scorre da rubinetto (fonte: pixabay)

Così facendo, si darebbe vita ad un modello nel quale le banche sono pronte a creare dei veri e propri fondi di investimento da far gestire alle aziende fintech, con lo scopo ultimo di finanziare le PMI italiane, riuscendo finalmente ad immettere in tempi rapidi la necessaria liquidità nell’economia reale. D’altronde, le banche sono chiamate ad aprire i rubinetti della liquidità e questa strategia potrebbe fare la differenza in termini di tempo e risorse.

In ogni modo, molti possono essere gli accorgimenti per migliorare le procedure di erogazione dei crediti e le aziende impegnate nel settore fintech ne sono la dimostrazione. Oggi più che mai, ciò che conta è che la liquidità arrivi in tempi rapidi, perciò: fate presto!