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La finanza comportamentale è la branca di studi economici che analizza i comportamenti dei mercati finanziari attraverso l’applicazione della psicologia. Di finanza comportamentale si inizia a parlare per la prima volta già verso la fine del ‘700 con Adam Smith. Ma è negli ultimi decenni, a partire dagli anni ‘60, che questa materia è ritornata in auge collegandosi con studi di psicologia cognitiva portati avanti soprattutto da Kahneman che ha spiegato con esempi pratici l’irrazionalità delle scelte individuali.

La maggior parte delle teorie economiche si basa sull’idea che il comportamento degli individui all’interno dei mercati sia di tipo razionale.

In realtà quando si presentano delle anomalie al suo interno, il modo in cui agiscono gli investitori molto spesso è influenzato da comportamenti irrazionali ed emotivi. La finanza comportamentale consiste proprio in questo. Gli investitori sono considerati degli esseri umani “irrazionali”, portati a compiere scelte spinti da schemi di ragionamento superficiali e da influenza dell’ambiente esterno.

Scopriamo insieme quali sono gli ostacoli che, secondo la finanza comportamentale, possono condurre a delle decisioni irrazionali e sbagliate.

Il ruolo delle notizie

Un uomo legge news di economia
uomo legge news di economia fonte: pixabay

Per poter valutare i titoli che compongono o andranno a comporre il tuo portafoglio economico è buona prassi informarsi e leggere notizie economiche, finanziare e politiche.

Molto spesso però bisogna anche valutare il modo con cui queste notizie ti vengono comunicate. Sembrerà banale ma il peso delle parole che compongono una notizia è in grado di modificare il grado di incertezza in un investitore.

È stato addirittura creato un indice (economic uncertainty policy index) che analizza l’incertezza percepita partendo dalle parole usate nei titoli dei principali giornali economici al mondo.

Un esempio? Quante volte troviamo nel titolo termini come crisi, incertezza o recessione? Ebbene, tutti titoli che possono condizionarti nell’elaborazione di giudizi economici.

L’influenza sociale

 riunione d'affari
riunione d’affari fonte: pixabay

Se si può riuscire a contenere l’influenza che i mezzi di informazione possono avere su di te, più difficile sarà farlo con le opinioni altrui. Secondo la finanza comportamentale lo scambio di opinioni è uno strumento potente ed efficace per condizionare le tue decisioni.

Questo perché il nostro cervello è programmato per adattarsi al comportamento della massa (cosiddetto herd behavior).

Un tipico esempio possiamo trovarlo nelle bolle speculative, dove il comportamento adottato dagli individui è quello di seguire la massa e fare ciò che fanno gli altri, perché anche se tutti sanno di trovarsi in mezzo ad una bolla, finché non scoppia, la maggior parte dei profitti viene fatta stando nel mercato. 

La semplificazione euristica

Ansia per la borsa
ansia per la borsa fonte: pixabay

Immaginiamo si riesca ad uscire indenni dall’influenza dei media e delle opinioni altrui. A questo punto cosa fare se non puntare sulla potenza di calcolo della nostra mente? Ma questo approccio secondo la finanza comportamentale è uno dei peccati originali fonte di continui rischi ed errori.

Questo perché di fronte a uno scenario incerto come può esserlo un mercato finanziario si innesca nel nostro cervello un comportamento definito euristico. Il nostro cervello tende ad essere pigro e sceglierà di utilizzare il minimo sforzo per elaborare la giusta strategia. E questo può portarci a compiere spesso delle scelte errate e poco ponderate.

La contabilità mentale

I soldi risparmiati
risparmi fonte: pixabay

L’economista e premio Nobel Richard Thaler ha descritto il ruolo giocato dalla contabilità mentale nel commettere i principali errori nel campo del decision making.


Praticamente Thaler ha svelato come ogni decisione che si prende è condizionata dall’archivio posto nei tuoi cassetti mentali. 

Il nostro cervello tende a incasellare le decisioni in “barattoli mentali” separati gli uni dagli altri. Si tratta di un atteggiamento del tutto normale che in alcuni aspetti può essere un vantaggio perché permette di poter decidere in fretta e bene. Ma in altri casi può limitare la tua capacità decisionale perché ti toglie la visibilità complessiva della situazione.

L’avversione alle perdite

La borsa va male
panic-selling fonte: pixabay

Secondo la psicologia cognitiva per avversione alle perdite ci si riferisce alla tendenza delle persone a preferire di evitare una perdita piuttosto che ottenere un pari guadagno.

In pratica è stato dimostrato che una persona a parità di stati d’animo tra un dolore per una perdita o una gioia per un guadagno di pari importo, sentirà il dolore il doppio rispetto a un guadagno.

In un portafoglio questo può comportare la tendenza a mantenere i titoli negativi più del necessario e allo stesso tempo avere la fretta nel vendere titoli con performance positive prima del dovuto e ricavare così un profitto inferiore rispetto a ciò che si poteva ottenere mantenendo il titolo per più tempo.

Il ruolo delle emozioni

Trader al pc
trader al pc fonte: pixabay

Si tratta del problema principale a cui deve sottostare chi investe. Quando si tratta di denaro, il nostro cervello non funziona affidandosi alla sola razionalità. Le emozioni entrano in gioco nelle nostre scelte economiche, da quelle semplici di tutti i giorni, a quelle più complesse ed impegnative. Emozioni come panico, euforia e avidità si susseguono continuamente quando ci si trova di fronte a un’opportunità di realizzare un profitto o al rischio di concretizzare una perdita.

La condizione di incertezza influenza, dunque, notevolmente i comportamenti economici e finanziari. Bisogna essere bravi a saper gestire queste emozioni perché possono portare a fare delle scelte tutt’altro che razionali e spesso errate.