bce euro digitale

La BCE ha pubblicato sul suo sito un corposo report in cui comunica che sta lavorando sulla creazione ed emissione di un Euro digitale. Nulla di imminente né di ancora definito.

Francoforte anticipa semplicemente che l’Euro digitale “può supportare gli obiettivi dell’Eurosistema offrendo ai cittadini uno strumento di pagamento digitale sicuro in un mondo in rapido cambiamento”.

Come ha dichiarato la presidente della Bce, Christine Lagarde gli europei stanno ricorrendo sempre di più a soluzioni digitali per pagare, risparmiare ed investire“, E’ stato il boom dei pagamenti elettronici degli ultimi mesi a far accelerare i tempi nella corsa alla valuta virtuale europea.

L’euro è pronto per l’era digitale? In caso di necessità, l’UE deve essere preparata ad emettere l’Euro digitale.

Progetto Euro digitale: gli obiettivi

La valuta digitale europea verrebbe utilizzata per i pagamenti online in sicurezza dai cittadini e dalle attività economico-produttive dell’UE. E’ stata pensata come una moneta parallela all’euro fisico che non smetterebbe di circolare.

Potrebbe arrivare prima di quanto si possa immaginare. Dal 12 ottobre, verrà avviata una consultazione pubblica che durerà 6 mesi per un confronto con il mondo accademico, i cittadini, le autorità pubbliche, il settore finanziario.

Una cosa è certa: un’eventuale criptovaluta di Stato mal progettata potrebbe far traballare la stabilità monetaria e finanziaria dell’eurozona. Oltretutto, la sua funzione dovrebbe limitarsi al pagamento senza sfociare in speculazione finanziaria, strumento di investimento.

L’intenzione di Francoforte è limitare la quantità di euro digitali da far circolare o scambiare con la possibilità di un sistema di remunerazione per i depositi di digital euro a tasso variabile.

In sintesi, ecco a cosa serve l’Euro digitale:

– Innovazione digitale;

– Potenziamento della sovranità finanziaria e del ruolo internazionale dell’euro;

– Sfida alle criptovalute ed al riciclaggio.

L’interesse crescente per le valute virtuali

La Bce riflette sull’eventuale, rapida adozione di altre valute virtuali (private o emesse da altre banche centrali). Questa eventualità potrebbe rappresentare una minaccia per la sovranità finanziaria, economica e politica dell’Europa.

Alcuni istituti di credito hanno già fatto il grande passo e sarebbero già pronti a lanciare una valuta digitale nell’arco di due anni: è il caso della svedese Riksbank, di Swiss National Bank e People’s Bank of China.

Oltretutto, negli ultimi mesi diverse banche centrali hanno dimostrato un forte interesse per le valute digitali, soprattutto a partire dal momento in cui Facebook ha annunciato il lancio del progetto Libra, un nuovo sistema globale dei pagamenti basato su una stablecoin garantita da attivi in valute nazionali.

Bitcoin ed altre criptovalute rappresentano una sfida che sogna di togliere ai governi il potere della creazione e controllo della moneta.

In realtà, la fretta di Francoforte è dovuta al fatto che non vuole perdere il controllo sull’offerta di moneta.

Euro digitale e possibili scenari

La BCE sta valutando due diversi approcci per la creazione dell’Euro digitale:

centralizzato, secondo cui tutte le transazioni verrebbero registrate nella contabilità della Banca Centrale Europea;

decentralizzato, un sistema attraverso cui l’Eurotower fisserebbe le regole per le transazioni, registrate poi da intermediari che la stessa BCE dovrebbe vigilare.

Che succederebbe se venisse emesso l’Euro digitale?

L’eventualità che preoccupa maggiormente è la spinta dei cittadini, in caso di una crisi finanziaria, a svuotare i loro conti per trasferire le risorse su una valuta virtuale della BCE vista come una moneta sicura.

E la privacy? Potrebbe essere minacciata dal monitoraggio delle operazioni da parte della Banca Centrale.

Sono ipotesi. La consultazione pubblica si concluderà non prima della metà del prossimo anno. La decisione sul lancio del digital euro slitta al 2021 e prevede una sperimentazione.