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Spread, debito pubblico, private equity e tanti altri termini del linguaggio economico-finanziario sono ormai diventati comuni, ancor più in questi anni di crisi. Troppo spesso, però, i cittadini italiani non sanno che cosa significhino. Le cose non vanno meglio tra i giovani: i risultati dell’indagine Pisa (Programme for International Student Assessment, OCSE) sul tema classificano i nostri ragazzi agli ultimi posti tra i diciotto paesi (Ocse e non Ocse) in cui si è svolta.

Secondo Magda Bianco (funzionario generale del Dipartimento Tutela della clientela ed Educazione finanziaria in Banca d’Italia), la sfida sull’educazione finanziaria dei cittadini è pari a quella portata avanti all’inizio del secolo scorso per debellare l’analfabetismo.

Bianco scrive: “È ampiamente riconosciuto che competenze economiche e finanziarie siano oggi sempre più necessarie per accrescere il benessere dei singoli, favorirne comportamenti virtuosi, contribuire alla crescita sostenibile dell’intera economia”.

La vicenda di Antonio Conte

Queste considerazioni sono particolarmente attuali, visto il coinvolgimento dell’allenatore dell’Inter Antonio Conte nel raggiro subito da parte di un banker (già radiato dall’Albo dei Consulenti finanziari italiani per colpa di una sòla rifilata anni fa a due anziane signore), tale Massimo Bochicchio.

Bochicchio, facoltoso personaggio della Roma bene, frequentatore dei circoli canottieri – ecosistema del potere della Capitale – riesce ad entrare nelle grazie del ricco mondo romano. Molti soci del Circolo Aniene sono diventati suoi clienti. Come non fidarsi di un brillante finanziere con diversi Schifano appesi alla parete dell’ufficio, con ville a Londra, Roma e Capalbio?

Bochicchio, millantando rendimenti da capogiro, è riuscito a conquistare anche la fiducia di Antonio Conte, che, quando allenava il Chelsea (di proprietà del magnate russo Abramovich) a Londra, gli affidò ben 30 milioni di euro.

Pare che nella sua rete siano rimasti impigliati anche l’ex commissario tecnico della Nazionale Marcello Lippi, i calciatori Evra (ora al West Ham) e El Sharaawy (prima al Milan, ora alla Roma).

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Classe scolastica (fonte: Unsplash)

L’educazione finanziaria a scuola

L’economista John K. Galbraith – autore del formidabile saggio “The Greath Crash” sulla crisi del 1929 – spiegava come la Borsa ogni tanto si occupa di separare il denaro dagli stupidi. Ma in questo caso, i denari in Borsa non ci sono neanche arrivati. Come fare a convincere le persone agiate ad affidarsi ai professionisti seri? Nel Regno Unito il governo ha deciso di far studiare matematica finanziaria dalle superiori.

Secondo Piergiorgio Odifreddi la direzione è quella giusta: “La matematica è uno strumento “antispeculativo”, perché fornisce i mezzi culturali che permettono di evitare le speculazioni di ogni genere, che i “furbi” intentano ai danni degli sprovveduti. (…) Spesso i mercati sono giungle, e se proprio uno vuole avventurarvisi, è meglio che lo faccia armato di maceti matematici, che comunque non gli garantiscono la sopravvivenza”.

Chiudiamo con una proposta, diretta a ridurre il più possibile i futuri casi di mismanagement del proprio patrimonio, piccolo o grande che sia.

È quanto mai opportuno definire un programma di educazione finanziaria strutturato e non basato sulla buona volontà dei docenti. È necessario inserire un’ora alla settimana di educazione finanziaria all’interno del programma curriculare di matematica, fin dalle scuole elementari. Solo così il futuro cittadino, compreso il calciatore che tipicamente ha poca voglia di studiare, potrà avere le conoscenze di base necessarie ad evitare errori che possono pregiudicare la propria sicurezza economica.