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When bankers get together for dinner, they discuss Art. When artists get together for dinner, they discuss Money”. (Oscar Wilde)

Nel lontano 1990 lo storico dell’arte bolognese Federico Zeri scrisse un interessante volume dal titolo “Dietro l’immagine”, dove raccolse il contenuto di cinque lezioni universitarie sull’”arte di leggere l’arte”: che cosa ci dice un’opera d’arte; che cosa significa e che cosa rappresenta come testimonianza della civiltà e della cultura che l’hanno prodotta; quale preparazione storico-culturale è necessaria per la sua comprensione.

L’anno successivo Vittorio Sgarbi, allora come oggi alla ricerca spasmodica di notorietà, uscì con un suo libro che faceva il verso a quello di Zeri: “Davanti all’immagine”.

Nel 2021 viene da chiedersi quali sono le immagini artistiche meritevoli di attenzione: 30 anni fa né Zeri né Sgarbi potevano strologare sullo straordinario sviluppo delle immagini digitali. I giovani sono più interessati alle foto su Instagram rispetto a Tiziano o Raffaello. Una foto di Vittoria – la figlia appena nata di Chiara Ferragni e Fedez – viene vista da oltre 25 milioni di follower.

L’arte digitale incontra le valute digitali

Se abbiniamo il digitale alle criptovalute, il mix è micidiale per potenza e potenzialità future. Una criptovaluta è una rappresentazione digitale di valore basata sulla crittografia. L’etimologia del vocabolo deriva dalla fusione di “cryptography” (crittografia) e “currency” (valuta): si tratta di una risorsa digitale paritaria e decentralizzata.

Di recente una delle notizie più interessanti è che una delle principali case d’aste al mondo, Christie’s, abbia debuttato nel mondo della Crypto Art.

Il 6 marzo scorso Christie’s ha messo in vendita un’opera digitale -un collage di 5 mila immagini, “The first 5000 days” – creata dal “net artist” Beeple (il cui vero nome è Mike Winkelmann), un graphic designer originario del South Carolina.

E’ risultata la terza opera d’arte più pagata nella storia: 69 milioni di dollari.

NFT: oggetti digitali unici

Il particolare interessante è l’oggetto della transazione: un Non fungible token”, (NFT), un “oggetto” (contenente testi, immagini o video) scambiabile ma non riproducibile perché criptato su una blockchain che ne garantisce l’autenticità e non replicabilità. La blockchain (letteralmente “catena di blocchi”) è una struttura dati condivisa e immutabile. È definita come un registro digitale le cui voci sono raggruppate in “blocchi”, concatenati in ordine cronologico, e la cui integrità è garantita dall’uso della crittografia. Sebbene la sua dimensione sia destinata a crescere nel tempo, è immutabile in quanto, di norma, il suo contenuto una volta scritto non è più né modificabile né eliminabile, a meno di non invalidare l’intera struttura.

L’altro giorno il fondatore di Twitter, Jack Dorsey, ha messo all’asta e venduto per due milioni e 915mila dollari il suo primo tweet sotto forma di NFT. Recentemente Tesla ha introdotto la facoltà per i clienti di comprare una vettura tramite il pagamento in bitcoin.

Oggi anche gli artisti digitali si fanno pagare in bitcoin. Così i pionieri, coloro che hanno accumulato criptovalute anni fa, possono finalmente spendere le immense ricchezze che hanno accumulato.

Il futuro della Crypto Art è tutto da scoprire. Stay tuned.

Foto in alto: Shutterstock