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La diffusione del Coronavirus in Italia rischia di mettere in ginocchio l’economia nazionale. Questo è l’allarme lanciato dal centro Ref Ricerche che spiega come gli effetti economici siano legati all’evoluzione della diffusione del virus e i conseguenti provvedimenti restrittivi che sono stati e saranno adottati dal governo. Uno scenario in completa evoluzione che rende incerta una possibile stima del danno sui mercati e sul comparto economico.

A breve termine secondo il Ref l’impatto sull’intera economia porterà una flessione dal 1 al 3% con un calo del PIL a fine emergenza stimato tra i 9 e i 27 mld di euro.


Regioni come Lombardia e Veneto, che sono tra quelle più colpite dai contagi, contano il 31% del PIL italiano. È logico quindi immaginare che il blocco di queste due regioni porti effetti sull’intera economia nazionale.

Gli effetti visibili a partire dal secondo trimestre

Se il virus si è diffuso a fine febbraio salvando le stime del primo trimestre, secondo gli esperti è sul secondo trimestre dell’anno che si vedranno i veri effetti della crisi da diffusione del coronavirus. Questa però è anche la prima epidemia ai tempi dello smart-working che dovrebbe in qualche modo far proseguire l’attività in alcuni settori permettendo ai loro dipendenti di svolgere il lavoro da casa limitando gli incontri ravvicinati. Una soluzione questa apportata da tante aziende che le aiuterà a superare il momento senza troppi effetti negativi.

crisi coronavirus
crisi coronavirus fonte: pixabay

In alcune attività le flessioni saranno di breve periodo, nel senso che a fine epidemia tutto ritornerà rapidamente ai livelli normali. Ma, in alcuni settori, la ripresa sarà molto più lenta. Come nel caso del settore turistico, che è il più colpito.

Il settore turistico è uno dei più colpiti

L’invito dei governi esteri a non recarsi in Italia in questo periodo sta di fatto mettendo in ginocchio tantissime attività legate al turismo. Hotel e ristoranti, che fino a qualche mese fa erano pieni, adesso stanno registrando un calo sostanziale delle prenotazioni. Secondo i dati resi noti da Confturismo, si stima che nel prossimo trimestre si registreranno 22 milioni di presenze in meno con una perdita di spesa di 2,7 miliardi di euro. In alcune città italiane si registrano picchi di cancellazione delle prenotazioni dell’80-90%. A preoccupare è l’immagine dell’Italia all’estero che rischia di venire compromessa spingendo i turisti verso altre mete anche dopo che l’epidemia si sia arrestata.

laguna di venezia
laguna di venezia fonte: pixabay

Ovviamente lo scenario futuro è incerto proprio perché la diffusione non tende a placarsi e non esistono dati certi che certifichino quando questo potrà avvenire. Se il contagio misurerà una flessione con l’innalzamento delle temperature come gli esperti sperano e credono accada, gli effetti economici saranno contenuti. Cosa contraria se invece la diffusione non venisse arrestata nel giro di pochi mesi e si allargasse a un numero crescente di paesi, tali da estendere i blocchi produttivi.

Il governo stanzia 25 miliardi a sostegno di lavoratori e imprese

Il governo, oltre a pensare a come contenere la diffusione del contagio estendendo la zona rossa a tutta la penisola, ha stanziato una cifra pari a 25 miliardi di euro per sostenere l’economia italiana in questo periodo di emergenza.

La cifra non verrà utilizzata tutta subito, ma soltanto la metà che andrà a supportare innanzitutto il mondo del lavoro sia per i dipendenti che per gli autonomi. Per quanto riguarda i dipendenti è prevista una cassa integrazione speciale volta a tutelare tutti i lavoratori a prescindere dal settore in cui operano. Per gli autonomi invece è prevista la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali.

banconote euro
banconote euro fonte: pixabay