Smartphone con scritta cashback

L’iniziativa del cashback di Stato rischia di essere arrivata già al capolinea. L’esperimento voluto dal precedente governo Conte per cercare di arginare il fenomeno dell’evasione spingendo le persone ai pagamenti tracciati in cambio del rimborso del 10% speso, secondo indiscrezioni, potrebbe subire un bel lifting o addirittura lo stop dal nuovo esecutivo targato Mario Draghi. Il motivo? costa troppo.

Il nuovo Governo presieduto dall’ex governatore della BCE, ha a disposizione 15 giorni per presentare all’Unione Europea le modifiche al Recovery Plan. E le misure che non sono in linea con le direttive arrivate dall’Europa potrebbero essere cancellate.

Tra questi potrebbe esserci anche il cashback. La misura pur contribuendo alla lotta all’evasione fiscale, potrebbe non essere vista di buon occhio dal momento che non garantirebbe una crescita adeguata del PIL, che è uno degli obiettivi principali del recovery fund.

Per l’iniziativa del cashback stando al decreto attuativo sono stati stanziati 1.750 milioni di euro nel 2021 e 3 miliardi nel 2022. Totale, quasi 5 miliardi di euro in un biennio. Una cifra che il governo vorrebbe puntare su progetti ritenuti di maggior resa. Ed ecco quindi che il 31 dicembre del 2021 potrebbe diventare il termine ultimo per usufruire del servizio così come era stato pensato. Dal 2022 o la cifra massima del rimborso (ora fissata a 150€) verrà abbassata o il cashback potrebbe finire definitivamente in soffitta, garantendo al governo un risparmio di circa 3 miliardi di euro.

cashback
POS pagamenti carta di credito (Fonte Pixabay)

Erogati intanto i primi rimborsi

Intanto la buona notizia è che il 1° marzo si è conclusa la fase di liquidazione dei rimborsi per il Cashback di Natale avviato nel periodo dal 8 al 31 dicembre 2020.

A confermarlo è stata la Consap, la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, attraverso il rilascio di un comunicato stampa in cui si dice che l’accredito di oltre 3,2 milioni di bonifici per un totale liquidato di circa 223 milioni di euro è avvenuto nel pieno rispetto delle scadenze previste dalla normativa, con i mandati di pagamento disposti in data 24 febbraio 2021.

Gli ultimi movimenti, spiega la Consap, sono stati contabilizzati il 26 febbraio. La Consap ha anche chiarito che non tutti i bonifici sono andati a buon fine, ma lo 0,04% ha avuto problemi a causa di errori nell’inserimento dell’IBAN o a causa di conti bloccati o non più attivi. Chi è incappato in questi errori non ha perso i soldi del rimborso, ma potrà inviare reclamo, come hanno fatto già oltre 3mila persone.

Rimborso Cashback non erogato, come fare reclamo

Come detto la procedura di rimborso dell’extra cashback di natale è terminata il 1° Marzo. Pertanto chi ad oggi non ha ricevuto alcun bonifico evidentemente ha inserito il codice IBAN sbagliato o ha il conto non più attivo.

Può capitare anche che sia stato accreditato un importo inesatto.

Per tutti i motivi si può presentare reclamo direttamente dal sito della Consap entro 120 giorni a partire dal 1° Marzo. Per prima cosa si dovrà creare sul portale un account utente con nome e password. Fatto questo si potrà procedere con l’inserimento del reclamo. Si dovranno compilare i campi “motivo del reclamo” (mancato pagamento o pagamento inesatto), “sistema utilizzato” e il “periodo di riferimento”. Si dovranno inserire anche la cifra del rimborso come appare nell’App IO e quanto invece eventualmente ricevuto.

Se si è in possesso di documentazione da appoggio (come gli scontrini) meglio allegarla alla richiesta di rettifica. Consap si riserva 30 giorni per rispondere e le comunicazioni saranno direttamente sul portale, nell’area personale, e notificate via mail.