Brunello Cucinelli biblioteca

É indubbio che le medie imprese italiane – definite da Peppino Turani, giornalista scomparso poco tempo fa, le “multinazionali tascabili” – costituiscano la forza migliore del capitalismo italiano, che ha visto nel tempo la scomparsa delle grandi imprese private.

La Brunello Cucinelli, fondata nel 1978 concentrandosi sulla lavorazione del cachemire colorato, società quotata sul mercato italiano, costituisce uno dei tanti esempi positivi. Il fondatore omonimo sembra un mercante rinascimentale, ha obiettivi ambiziosi e ha capito per tempo che i mercati finanziari sono un ottimo trampolino di lancio per una società che vuole crescere in modo significativo e sostenibile, come usa dire oggi.

L’iniziativa lodevole di Brunello Cucinelli

L’ultima iniziativa di Brunello Cucinelli merita veramente un plauso. L’imprenditore umbro ha deciso di fondare a Solomeo – borgo vicino a Castel Rigone, dove è nato nel 1953 – una biblioteca universale che raccolga tutti i libri del mondo. Il progetto sarà realizzato dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli e sorgerà nell’ex villa Guidarello, nel cuore del borgo umbro.

Nelle intenzioni dei fondatori, la biblioteca accoglierà da tutto il mondo volumi di cinque discipline: filosofia, letteratura, architettura, poesia, artigianato. L’obiettivo è di raccogliere 400-500 mila libri.

L’inaugurazione è prevista per il 2024, quando si prevede di dotare la biblioteca di 30-35 mila libri. Come inizio. Per poi proseguire con amore e dedizione per il bello e il sapere.

Al temine della conferenza stampa di presentazione del progetto, il 28 ottobre 2021, Cucinelli ha voluto sottolineare un fatto rilevante: “Se non fossimo quotati in Borsa tutto questo oggi non sarebbe possibile”. Ecco, questo è un punto centrale. Il filo ideale eterno del lungimirante percorso intrapreso è il seguente: quotazione in Borsa e raccolta delle risorse necessarie per la crescita→rafforzamento della governance→creazione di un consiglio di amministrazione variegato e denso di competenze→implementazione del controllo di gestione→internazionalizzazione→aumento del fatturato e dei profitti→destinazione di parte dei profitti alla Fondazione neocostituita→che ha quindi le risorse per ambiziosi progetti culturali.

L’amore di Brunello Cucinelli per i libri e la cultura

Creare una biblioteca ex novo – “Sarà la nuova Alessandria”, nelle parole di Cucinelli – è una cosa meravigliosa. Come ha scritto Marguerite Yourcenar “Fondare biblioteche è come costruire granai pubblici, ammassare riserve contro l’inverno dello spirito”.

Anni fa Brunello Cucinelli firmò la prefazione al volume “Arricchirsi con onore. Elogio del buon imprenditore” (Rizzoli, 2018, a cura di Alessandro Wagner che riprende il mirabile volume di Benedetto Cotrugli, Libro de l’arte de la mercatura, trattato quattrocentesco rimasto incredibilmente nell’oblio), spiegando la sua visione di umanesimo imprenditoriale. Nel rileggere alcuni passaggi emerge in fieri la volontà di diffondere la conoscenza in tutti gli strati della società: “Sono abbastanza convinto che la cultura di un popolo risieda nei palazzi della scienza non meno che nelle case di tante persone comuni…che ciononostante necessitano di crescere nella conoscenza, la più autentica fonte di felicità”.

Nel volume di Cotrugli il modo di esercitare l’attività imprenditoriale (un tempo si parlava di mercanti) costituisce fattore di riscatto morale. Infatti nei tempi antichi il mercante era colui che non può perseguire la ricchezza senza compiere atti non sempre cristallini. Tutti ricordano l’invocazione di Gesù di “cacciare i mercanti dal tempio”.

I mercanti di oggi, come Brunello Cucinelli, rappresentano il meglio dell’imprenditoria italiana e non solo. Il fatto che alcuni soggetti destinino le risorse create alla realizzazione di biblioteche invece che in squadre di calcio non può che riempirci di soddisfazione.