Bonus casa e come ottenerli. Foto Pixabay

Il Decreto Rilancio ha approvato una serie di Bonus casa a favore degli italiani. Bonus, credito di imposta, che spaziano dai grandi lavori di ristrutturazione degli immobili, alle spese per l’acquisto degli elettrodomestici. Cercheremo di stilare un elenco completo per distreggiarsi in questo mare di opportunità. Dal 1 luglio 2020 sono entrate in vigore le agevolazioni fiscali previste dal D.L. n.34/2020 per interventi di efficientamento energetico, (Econobonus). Ma anche gli interventi in materia di riduzione del rischio sismico, (Sisma Bonus) e per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica (bonus fotovoltaico).

Anche se, a dire il vero, mancano i decreti attuativi, non ancora trasformati in legge. Altri bonus, ormai noti, sono stati mantenuti e modificati, tra cui: il bonus verde, il rifacimento facciate, l’acquisto mobili ed elettrodomestici. Facciamo un pò di chiarezza!

Bonus casa: la ristrutturazione al 110%, per quali interventi?

Credito di imposta foto Pixabay
Credito di imposta – foto Pixabay

Secondo quanto stabilito dall’art 119 del Decreto Cura Italia, Incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus e fotovoltaico, la misura da applicare è pari al 110%. Per tutte quelle spese che sono state sostenute dal contribuente dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Gli interventi possono essere divisi in due categorie:

  1. isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali. Operazioni che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. Il limite masssimo di detrazione è pari a euro 60.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio;
  2. interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti. Di conseguenza tra questi rientrano: il riscaldamento esistente con impianti centralizzati a condensazione, a pompa di calore, ibridi, geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, microcogenerazione. Il limite massimo detraibile è pari a euro 30.000 moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio. Inoltre, è riconosciuto anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito. La stessa detrazione di applica anche per gli interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione (non integrazione) degli impianti dello stesso tipo dei precedenti.

Imposta di credito: può anche essere cedibile

Scala energetica foto Pixabay
Scala energetica – Foto Pixabay

Il bonus prevere un miglioramento energetico pari due classi di merito. Attenzione, si parla di Credito di imposta. Ciò significa che intanto le spese vanno sostenute dal soggetto che intende effettuare questi lavori. I lavori eseguiti devono essere regolarmente fatturati. Il committente deve pagarli, con mezzi tracciabili: assegni, bonifici e carte di credito. Con la prossima dichiarazione dei redditi, si porteranno in detrazione le spese sostenute. La restituzione è prevista, come credito di imposta, nell’arco di 5 anni. Ma è bene precisare che il credito di imposta può anche essere cedibile. Cosa vuol dire?

Il bonus può essere subito usato sotto forma di sconto fiscale. In altre parole, si ottiene dalla ditta che esegue i lavori uno sconto immediato, magari sui materiali, e questi se lo scaricheranno nei cinque anni successivi. Oppure può anche essere ceduto a terzi investitori, come ad esempio le banche o altri istituti di credito.

Bonus fotovolataico: arriva la nuova versione

Pannelli solari foto Pixabay
Pannelli solari da istallare per il bonus – foto: Pixabay

Sull’istallazione dei pannelli fotovoltaici il nostro bel Paese ne ha sperimentati di ogni. A vigilare su tutto ci pensa l‘Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Infatti, già dalle legge del 2017, spetta al contribuente trasmettere a questo ente, le informazioni sui lavori effettuati. Anche perchè senza non è possibile accedere alle detrazioni fiscali. Il bonus prevede per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici privati, pubblici, ad uso pubblico o di nuova costruzione, la possibilità di portare in detrazione al 110% le spese sostenute. La stessa detrazione spetta anche per l’installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati con la detrazione 110%, alle stesse condizioni.

Negli stessi limiti di importo e ammontare complessivo e comunque nel limite di spesa di euro 1.000 per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema.

Bonus casa: il Sisma bonus

La frattura di alcuni mattoni come conseguenza di un sisma foto Pixabay
Mattoni rotti a causa di un sisma – foto Pixabay

Il Sisma bonus è una detrazione d’imposta (IRPEF od IRES) concessa sia ai privati, che alle società per interventi anti sismici realizzati su immobili di tipo abitativo (anche seconda casa) o su quelli utilizzati per le attività produttive, situati nelle zone sismiche 1,2,3. Gli interventi antisismici effettuati entro il 2021 la detrazione di imposta è pari al 110% indipendentemente dal miglioramento della classe di rischio. Ma è necessario l’attestazione delle classi di rischio pre/ post intervento secondo le Linee Guida i modelli predisposte dal M.I.T con il DM 65/2017. Ma anche l’attestazione da parte del progettista e della D.L. della congruità dei costi sostenuti. Come funziona in caso di condominio? In questo caso, sarà compito dell’amministratore ripartire le somme sostenute in base alle tabelle millesimali.

Migliorare le proprie abitazioni, anche e soprattutto, dal rischio sismico è necessario.

Bonus Casa: tutti gli altri già esistenti

Un infisso bianco coon tendine ricamate - foto Pixabay
un infisso di una finestra – foto Pixabay

I bonus stabiliti dal Decreto Rilancio vanno ad aggiungersi a quelli già in uso. Ecco un elenco completo di quelli in vigore:

  • ristrutturazione del 50% per il recupero del patrimonio edilizio con limite massimo di spesa di 96.000 euro. Detrazione ripartita in 10 anni, maggiore rispetto ai 5 previsti dagli interventi previsti dal Decreto Rilancio.
  • spazi verdi, detrazione Irpef del 36% sulle spese sostenute nel 2020 per i seguenti interventi: sistemazione a verde di aree scoperte e realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. Anche in caso di spazi verdi condominiali.
  • facciate al 90% per tinteggiatura o rifacimento delle facciate solo in caso di interventi influenti dal punto di vista termico o che interessino l’intonaco per oltre il 10% della superficie disperdente complessiva totale dell’edificio.
  • infissi del 50% in caso di sostituzione di finestre comprensive di infissi che migliorino la prestazione energetica dell’edificio e rispettino i requisiti di trasmittanza termica U (W/m2K), riportati in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.
  • pompa di calore del 65% per la sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di pompe di calore ad alta efficienza. Ma anche di sistemi geotermici a bassa entalpia. Sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
  • mobili ed elettrodomestici, detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

Piccola precisazione normativa sui bonus casa

seconda casa sulle rive di un fiume - foto Pixabay
Anche le seconde case per il bonus ristrutturazioni – Foto Pixabay

Questo ultimo elenco è composto da bonus che hanno già riscontrato largo tra gli italiani. Ma in merito al Bonus ristrutturazione al 110% è doverosa una precisazione. Se da un lato è vero che è partito dal 1 luglio 2020, dall’altro c’è un problema di fondo. In realtà, l’intero Decreto Rilancio, deve essere ancora convertito in legge dal Parlamento. Termine ultimo previsto per il 18 luglio. Cosa potrebbe succedere?

La cosa più semplice potrebbe essere quella che il bonus subirà uno slittamento. Magari con effettivo avvio a settembre 2020. La data da cui sarà possibile ottenere delle detrazioni al 110% resta il 1° luglio. Anche se è stato emanato un emendamento che apre l’Ecobonus anche alle seconde case. Sono escluse le le abitazioni signorili, di ville o castelli. L’emendamento prevede che le agevolazioni possano essere utilizzate al massimo per due unità immobiliari. Quindi applicabile anche nelle seconde case. Ottime notizie!