bonus bancomat

Mentre viene sospeso per i prossimi 6 mesi il Bonus cashback, l’esecutivo Draghi lancia un nuovo incentivo: il Bonus bancomat. La misura, introdotta dal decreto Lavoro ed Imprese n. 99/2021, permette agli esercenti attività d’impresa di poter intascare fino a 320 euro. È possibile fruirne già dal mese in corso.

Si tratta di un credito d’imposta al 100% per le imprese relativo alle commissioni addebitate in caso di pagamento tramite bancomat, carte di credito e prepagate.

Come funziona e come richiedere il Bonus bancomat di 320 euro?

Il decreto Lavoro ed Imprese introduce il Bonus bancomat

Il DL 99/2021 introduce novità ed ulteriori agevolazioni a chi esercita attività di impresa e lavoro autonomo, ai titolari di partita IVA che dispongono dei necessari dispositivi per consentire ai clienti il pagamento elettronico delle spese di prodotti o servizi (bancomat, carte di credito).

Il credito d’imposta riconosciuto agli esercenti attività di impresa (che nel Dl 124/2019 era del 30%) passa al 100%.

Il decreto Lavoro ed Imprese introduce anche un nuovo tipo di credito d’imposta per il noleggio, acquisto ed uso di dispositivi che consentono ai clienti di effettuare il pagamento elettronico tramite Pos e, allo stesso tempo, il collegamento con i registratori di cassa.

Bonus bancomat 2021: come funziona, a chi spetta

Potranno beneficiare del Bonus bancomat i titolari di partita IVA, gli esercenti attività di impresa ed i lavoratori autonomi. Per fruirne devono essere in possesso o avere in noleggio ed utilizzare Pos, dispositivi che consentono il pagamento elettronico.

Questo bonus è doppio, ovvero finanzia:

  • chi acquista, noleggia o usa dispositivi tecnologicamente avanzati di incasso e pagamento che permettono sia la memorizzazione elettronica sia la trasmissione telematica dei pagamenti. In questo caso, il credito d’imposta massimo che si può ottenere è di 320 euro. Più precisamente, spetterà un credito d’imposta del 100% a soggetti con compensi e ricavi dell’anno precedente non superiori a 200mila euro, del 70% con compensi e ricavi tra i 200mila ed un milione di euro e del 40% se superano il milione di euro fino a 5 milioni.
  • chi si dota, dal 1° luglio 2021 al 30 giugno 2022, di un Pos e di strumenti che permettono ai clienti di effettuare pagamenti elettronici. L’importo del credito di imposta non può superare i 160 euro per ciascun richiedente. Spetta al 70% a soggetti con ricavi e compensi dell’anno precedente non superiori ai 200mila euro, al 40% se ricavi e compensi sono compresi tra i 200mila ed un milione di euro, al 10% se superano un milione e sono inferiori ai 5 milioni di euro;