Crypto - Calcio

Detto, fatto. Il preannunciato calo del Bitcoin si è poi verificato, con il valore della valuta digitale sceso sotto quota 60.000 dollari dopo un paio di mesi di rally. Sono stati diversi i fattori che hanno portato al ribasso della cryptovaluta per eccellenza, tra profit taking fisiologico e riversamenti sui safe heaven asset da parte degli investitori preoccupati dall’inflazione elevata. Ma c’è dell’altro.

Il calcio scarica le crypto

Forse, dire che tutto il calcio scarica le crypto è un’affermazione forte ed eccessiva. Ma non del tutto fuorviante. Almeno, se parliamo di calcio coi soldoni, non ci andiamo distanti.

I lettori appassionati di football avranno notato che, in particolare da inizio anno – ma è una costante dalla scorsa stagione sportiva – quasi tutte le big del pallone italiano hanno uno sponsor legato a una piattaforma di scambio di crytocurrencies che hanno lanciato dei token brandizzati, come quelli di Milan o Inter.

In sostanza, in un periodo in cui gli incassi da sponsor e – soprattutto – dai biglietti sono venuti meno, le società calcistiche hanno ricavato belle somme dagli exchange di valute digitali. Addirittura, se vedete i replay dei famosi goal-no goal, i video sono offerti da una nota società di scambio di cryptovalute.

Ma due tra i club più ricchi del Mondo, il Manchester City degli sceicchi e il Barcellona di Laporta hanno fatto sapere di voler chiudere i loro rapporti con queste società.

Nel dettaglio, il Barcellona ha cancellato del tutto il contratto che aveva con Ownix, una società con cui avevo annunciato una collaborazione appena lo scorso 4 novembre per mettere in vendita degli NFT collegati a fotografie particolarmente significative dei 122 anni di storia del club.

Come ricorda Il Post, il motivo del ritiro da parte del Barca dall’accordo è l’arresto di Moshe Hogeg, un imprenditore israeliano collegato a Ownix che, tra le altre cose, è proprietario del club del Beitar Gerusalemme.

I citizens, invece, nemmeno una settimana fa avevano annunciato una collaborazione con 3Key Technologies ma né la società né i suoi dirigenti sono rintracciabili online né è possibile trovare informazioni precise riguardo alla sede e ai contatti societari. Alcuni siti legati a 3Key sono stati oscurati e il City, almeno per il momento, ha preferito sospendere il contratto per avviare indagini proprie.

Lo schema Ponzi di BitConnect

La SEC, ovvero la commissione che vigila sui mercati finanziari degli USA, ha rivelato che il governo ha disposto il sequestro di cryptovalute per 56 milioni alla società BitConnect di Glenn Arcaro, che ci avrebbe rimesso personsalmente questa somma.

Ma cos’è accaduto, nel dettaglio? Ecco la spiegazione

BitConnect ha convinto i clienti a investire un totale di 2 miliardi di dollari dicendo loro di avere un bot in grado di generare tassi di rendimento incredibilmente alti dal trading in cryptovalute.

 In altre parole, BitConnect si è venduta come un modo per le persone per investire facilmente in crypto e portare a casa un sacco di soldi in questo modo, in un momento storico in cui le persone sentivano molto parlare di valute digitali ma non ne sapevano quasi nulla, diciamo intorno al 2016 e fino al 2018.

In realtà, il Dipartimento di Giustizia sostiene che era tutta una truffa: BitConnect avrebbe usato i soldi di nuovi investitori per pagare quelli vecchi (Bernie Madoff spostati!) e i suoi sostenitori hanno costruito schemi piramidali in cui avrebbero ottenuto dei soldi per convincere gli altri a investire promettendo loro lo stesso affare. A settembre, Arcaro si è dichiarato colpevole di aver partecipato a entrambe le parti della truffa mentre pubblicava dei video online per prendere in giro i critici e i dubbiosi di BitConnect. Ha detto di aver guadagnato circa 24 milioni di dollari dalla sua partecipazione alla truffa.

El Salvador creerà la città delle crypto

Le notizie che arrivano da El Salvador sul mondo delle cryptovalute sono sempre altisonanti e, il più delle volte, disallineate dal momento storico.

Se lo Stato centramericano compra Bitcion, lo fa quando sorgono dubbi sulle crypto; annuncia creazioni di ospedali finanziate dalle valute ma la gente non se la passa bene. Insomma, un bel casino. O meglio, uno in più per uno Stato già stra-indebitato.

L’ultima mirabolante iniziativa del governo salvadoregno è quella della fondazione della prima “Bitcoin city”, che dovrebbe sorgere nell’est del Paese. Come ha annunciato il presidente, Nayib Bukele, la città sarà finanziata con obbligazioni garantite da cryptovaluta, che verranno emesse all’inizio del 2022, riceverà il suo approvvigionamento energetico da un vulcano (lo ripetiamo: da un vulcano) e le sue attività non saranno soggette ad alcuna tassa al di fuori dell’IVA.

L’analisi tecnica

Tornando seri, il Bitcoin continua a fluttuare intorno al livello chiave di 60.000 dollari, seguendo i segnali della scorsa settimana secondo cui i trader stanno controllando alcune delle eccessive speculazioni che hanno fatto impennare la cryptovaluta. Funzionari della banca centrale degli Stati Uniti, la Federal Reserve, affermano che il cambiamento delle tendenze e degli sviluppi sul lato normativo e monetario potrebbe anche fermare i rialzi per le risorse digitali mentre i parlamentari statunitensi ritengono che sia necessaria una legge per regolamentare le cryptovalute prima che inizino a rappresentare un pericolo per il sistema finanziario.

L’indice Fear & Greed è attualmente a 54, in una situazione neutrale. Ciò suggerisce che si è in una fase stagnante per il momento.