piede bambino in mano

Il declino italiano passa anche per quello delle culle. Gli italiani non fanno più figli, o meglio ne fanno molti meno di un tempo e meno anche dei loro vicini europei.

Naturalmente come su ogni problema il dibattito è aperto. È una questione economica, legata alla precarietà del lavoro per i più giovani e in particolare le donne, alla scarsa attenzione dello Stato alle famiglie, all’assenza di un welfare paragonabile a quello di altri Paesi a Nord delle Alpi? O è invece il frutto di una mutazione culturale, per cui i giovani non sentono più la responsabilità e la pressione sociale verso la generazione di una prole e preferiscono, anche quando sono in coppia, concentrarsi su di essa, sul proprio benessere, e si risolvono ad avere figli inevitabilmente più tardi o a non averne proprio?

Qui 5 statistiche che aiutano a capire meglio il fenomeno, scoprendo anche qualcosa che forse è poco conosciuto ai più.

Solo spagnole e maltesi fanno meno figli delle italiane

Innanzitutto i numeri principali, nudi e crudi, sulle nascite, o meglio sul numero di figli per donne, che vedono l’Italia al terzultimo posto in Europa, davanti solo a Malta e Spagna, con 1,29. Lontana dai Paesi più prolifici, soprattutto dalla Francia, che ha il record continentale con 1,88 figli per donna, seguita da Stati molto diversi, Svezia e Romania.

C’è una certa comunanza invece tra i Paesi con meno parti, sono tutti mediterranei. Oltre a quelli già citati tra i 5 con minor tassi di fertilità vi sono anche Grecia e Cipro. Al sole e al caldo si fanno meno bambini a quanto pare.

Ma il dato più interessante è la variazione rispetto a 10 anni prima, ovvero il 2008 visto che i numeri più recenti sono del 2018.

E’ evidente il peggioramento del dato italiano, passato da 1,45 figli per donna a 1,29, un calo che a Cipro e in Spagna è stato anche peggiore, mentre è stato limitato in Francia e si è invece mutato in un aumento in Romania.

Grafico tassi fertilità in Europa
Grafico tassi fertilità in Europa (Fonte: Eurostat rielaborazione Momento Finanza)

Il calo delle nascite in Italia? “Colpa” delle straniere

E’ pensiero comune che gli stranieri abbiano molti più figli degli italiani, qualcuno paventa la “sostituzione etnica”, ma cosa c’è di vero? Ebbene, sì, il tasso di fertilità delle donne immigrate è maggiore di quello delle italiane, 1,94 a 1,21, ma in realtà ormai anche le straniere sono scese al di sotto del tasso di riproduzione, di 2,1 figli per donna, e soprattutto il calo che si è verificato tra 2008 e 2018 ha interessato ancora di più queste ultime rispetto alle italiane.

La loro fertilità era infatti di ben 2,65 nel 2008, e la diminuzione avvenuta è stata cinque volte maggiore rispetto a quella che ha riguardato le donne autoctone.

In particolare è al Centro e al Sud che le donne straniere fanno meno figli, essendo probabilmente ancora più sensibili alle questioni economiche. Al Nord, dove evidentemente trovano migliori situazioni occupazionali, riescono a rimanere oltre la soglia di 2 figli per donna.

Grafico tasso fertilità in Italia
Grafico tasso fertilità in Italia (Fonte: Istat, rielaborazione Momento Finanza)

Le italiane più figli sulle Alpi e al Sud

C’è una cosa che accomuna due aree così diverse come il profondo Sud e la zona alpina in Italia, in entrambe si fanno più figli che nel resto del Paese, almeno da parte delle donne italiane. Il loro tasso di fertilità è massimo in provincia di Bolzano, a quota 1,64, ma dopo con 1,41, 1,40 e 1,38 figli per donna vengono le lontane Catania, Crotone e Palermo, seguite da Napoli.

Ecco che però per il sesto, settimo e ottavo posto si ritorna nel profondo Nord, a Trento, Sondrio e Cuneo. Le migliori condizioni economiche delle province alpine si uniscono forse a uno stile di vita più tradizionale che se al Sud è ancora presente in modo diffuso al Nord caratterizza ancora solo alcune aree di montagna.

Anche nell’elenco delle province con le straniere più prolifiche sono presenti quelle di montagna, come Bolzano, Sondrio, Aosta, segno che la popolazione immigrata segue spesso le dinamiche degli italiani, ma qui al primo posto è Gorizia, dove nascono ben 2,64 figli per donna straniera.

Grafico tassi fertilità in Italia province
Grafico tassi fertilità in Italia province (Fonte: Istat, rielaborazione Momento Finanza)

Il crollo demografico viene dall’assenza di terzi figli

A molti capita di avere tanti zii, con genitori che hanno tre, quattro, cinque fratelli e sorelle, ma di essere figli unici a propria volta. La realtà in effetti è che al calo demografico ha contribuito moltissimo in Italia, ma non solo, la quasi scomparsa del terzo o quarto figlio. I bambini nati come terzi o oltre sono solo 189,31 ogni 1000 donne. Erano 833,89 nel 1958, un crollo del 77% in 60 anni che non si è verificato per i primi e secondi figli, per cui si è passati rispettivamente da 845,48 a 610,42 e da 632,08 a 489,97 figli per 1000 donne.

La realtà è che a non avere prole sono sì sempre di più, ma comunque non sono in moltissimi, e se il calo dei terzi figli si fosse limitato a essere come quello dei primi e dei secondi, intorno al 25%, oggi avremmo un tasso di fertilità poco sotto 1,8 figli per donna, superiore alla Svezia. Più che un Paese senza bambini andiamo verso uno di bambini senza fratelli.

Grafico nascite su 1000 donne
Grafico nascite su 1000 donne (Fonte: Istat rielaborazione Momento Finanza)

Si partorisce tardi, ma questo non basta a spiegare il calo demografico

Non stupisce il fatto che l’Italia sia il Paese in Europa in cui le donne partoriscono più tardi il primo figlio, a 31,2 anni, e neanche che poi segua la Spagna con 31. E’ una tendenza, quella alla procrastinazione del parto, che è in atto da decenni, e che va di pari passo per esempio con il ritardo nell’ingresso nel mondo del lavoro e nell’indipendenza economica, soprattutto nei Paesi mediterranei.

Ed è chiaro che ha delle conseguenze sul numero stesso di figli che si possono avere successivamente.

Ma il fattore età non basta a spiegare il numero sempre più basso di nuovi nati. Da un lato vi sono Paesi dell’Est in cui le donne partoriscono presto ma poi si fermano al primo figlio, dall’altro vi è l’esempio dell’Irlanda, in cui il primo parto è a 30,5 anni, quasi come in Italia, ma che è anche tra i primi cinque Paesi per tasso di fertilità.

Vuol dire che tra i 30 e i 45 anni le donne irlandesi continuano ad avere figli nonostante abbiano cominciato tardi. Forse non è un caso che la stessa Irlanda sia la primo posto per percentuale della spesa pubblica dedicata alla famiglia.

Grafico età donna primo parto
Grafico età donna primo parto (Fonte: Eurostat, rielaborazione Momento Finanza)